Caso Cerrelli, prove tecniche di totalitarismo
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Massimo IntrovigneI professionisti dell’anti-omofobia – uso l’espressione nello stesso senso in cui lo scrittore Leonardo Sciascia (1921-1989) denunciava severamente i «professionisti dell’antimafia» – hanno finalmente gettato la maschera. Fino a ieri sostenevano che la legge sull’omofobia non impedisce affatto la libera espressione di opinioni sull’omosessualità, anche opposte alle loro. È bastato un piccolo granellino di sabbia in quello che credevano fosse un ingranaggio perfetto per indispettirli talmente da indurre a dire la verità. Ed è partito il contrordine compagni: la legge sull’omofobia è necessaria precisamente per impedire, brandendo la minaccia dell’azione penale e del carcere, che qualcuno esprima liberamente idee in tema di omosessualità difformi dall’omosessualismo dominante, perché queste idee sono intollerabili e pericolose.