Di tutte le immagini e i discorsi pronunciati da papa Leone nel suo viaggio apostolico in Africa, rimarranno nella nostra memoria soprattutto quelli della sua visita alla prigione di Bata, in Guinea Equatoriale, uno Stato che – diciamo con un eufemismo – non eccelle per il rispetto delle garanzie dei detenuti. Davanti a file ordinate di galeotti con teste rasate e tute arancioni e verdognole, festanti e giubilanti per la visita, il Pontefice ha salutato dicendo che «Dio non ci abbandona» e che «nessuno è escluso dall’amore di Dio».
Il modello è Cristo, ha detto papa Prevost: «Persino arrestato, condannato e messo a morte senza alcuna colpa, Lui ci ha amato sino alla fine, mostrando di credere nella possibilità che l’amore cambi anche il cuore più indurito».
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