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L’aborto nega il più basilare dei diritti, quello alla vita. Lo ha ribadito ieri l’Osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio delle Nazioni Unite e istituzioni specializzate a Ginevra, arcivescovo Ivan Jurkovič, intervenendo alla settantunesima assemblea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dedicata all’esame della nuova strategia globale per la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti lanciata nel 2015.
 
Protezione della vita umana, lotta contro la povertà, promozione dello sviluppo umano integrale, cura della cosa comune, lavoro per la pace e per la giustizia. Sono i punti fondamentali indicati dal cardinale Pietro Parolin per quella che deve essere una «comune agenda cristiana per il bene comune».
 
«Un’agenda cristiana comune per il bene comune»: è il tema del discorso pronunciato durante la sessione conclusiva dal patriarca di Costantinopoli, il quale venerdì 25 ha reso visita a Benedetto XVI, come lui stesso ha riferito nel suo intervento, del quale pubblichiamo ampi stralci in una nostra traduzione dall’inglese.
 
Intervenendo alla conferenza della Fondazione Centesimus Annus – pro Pontifice, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli si è soffermato sui problemi attuali nel campo dell’economia e dell’ecologia, della scienza e della tecnologia, della società e della politica.


Nel corso della sua allocuzione in inglese durante il convegno della Fondazione “Centesimus Annus Pro Pontifice”, dopo l'intervento del cardinale Segretario di stato Pietro Parolin, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo ha detto, parlando a braccio, di aver visitato ieri Benedetto XVI, incontro che ha definito "una grande gioia".

Un’agenda cristiana comune per il bene comune
 
Alle ore 11.30 di questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri della Fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice nel 25° anniversario della sua istituzione, partecipanti al Convegno Internazionale sul tema: “Nuove politiche e stili di vita nell’era digitale” (Vaticano, 24-26 maggio 2018).
 
Nel martirio di suor Leonella Sgorbati si legge un richiamo forte alla fedeltà al carisma di prima evangelizzazione tra i non cristiani nel segno della consolazione, anche a costo della vita. La missionaria della Consolata uccisa a Mogadiscio (Somalia) il 17 settembre 2006, viene beatificata sabato mattina, 26 maggio, nella cattedrale di Piacenza, dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in rappresentanza di Papa Francesco.
 
Questo pomeriggio, alle ore 16.00, nel quadro dei “Venerdì della Misericordia”, il Santo Padre Francesco, accompagnato come sempre da S.E. Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, si è recato in visita all’Istituto Comprensivo Elisa Scala di Roma, una scuola statale nella periferia sud-est della Capitale, tra la Borgata Finocchio e la Borghesiana.
 
Alle ore 12 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Dirigenti e il Personale della Questura di Roma e della Direzione Centrale di Sanità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con i familiari. Erano presenti anche i familiari delle vittime del terrorismo e dei caduti nell’adempimento del loro dovere.
 

Giovedì, 24 maggio 2018
 
«La relazione non può prescindere dalla voglia di comunione. Anche le nostre Chiese anelano alla piena comunione, nei tempi che Dio vorrà. Relazione e comunione ci fanno camminare insieme per parlare al mondo. E dire al mondo di oggi, afflitto da terribili ingiustizie, da fondamentalismi religiosi, economici, sociali, da uno sfruttamento insensato delle risorse dell’ambiente naturale a favore di pochi e a scapito di molti, che c’è ancora speranza».
 
«Per guidare davvero il paese è necessario conoscerlo da vicino e rispettarne la storia, la tradizione e l’identità»: è quanto, a conclusione dell’assemblea plenaria, sostengono i vescovi italiani che con riferimento alla delicata fase politica richiamano l’urgenza di una «duplice fedeltà», alla tradizione del territorio e al respiro europeo. A illustrare i contenuti del comunicato finale dei lavori, svoltisi per quattro giorni in Vaticano, è stato oggi il cardinale presidente Gualtiero Bassetti, il quale non ha mancato di ricordare le «preoccupazioni» (crisi delle vocazioni, gestione dei beni, riduzione delle diocesi) espresse dal Pontefice nel corso dell’«incontro prolungato di riflessione e dialogo» con l’episcopato che lunedì pomeriggio ha introdotto la riunione assembleare.
 
ROMA, 24. «Il mio intento è dar vita a un governo dalla parte dei cittadini, che tuteli i loro interessi. Sono professore e avvocato, nel corso della mia vita ho perorato le cause di tante persone e mi accingo ora a difendere gli interessi di tutti gli italiani in tutte le sedi europee e internazionali, dialogando con le istituzioni europee e con i rappresentanti di altri paesi».
 
BAGHDAD, 23. La prossima beatificazione di quattro martiri — padre Ragheed Ganni, sacerdote cattolico caldeo, ucciso il 3 giugno 2007 dopo aver celebrato messa a Mosul assieme ai tre suddiaconi Basman Yousef Daud, Wahid Hanna Isho e Gassan Isam Bidawed —, l’ordinazione di cinque sacerdoti in Iraq nel giro di un solo mese alla quale ne seguiranno delle altre nella diocesi statunitense di Detroit e in Svezia, il ritiro spirituale che si terrà in Iraq dal 4 al 7 giugno a cui parteciperanno sacerdoti, monaci e i vescovi della Chiesa caldea, infine il sinodo che, dal 7 al 13 dello stesso mese, si riunirà per scegliere i nomi dei vescovi per le attuali sedi vacanti e discutere di vari temi: è stata un’omelia ricca di notizie quella pronunciata domenica scorsa dal patriarca di Babilonia dei caldei, Louis Raphaël I Sako, nella cattedrale di San Giuseppe a Baghdad. Come riferisce il sito Baghdadhope, ripreso dal Sir, nel giorno dell’annuncio della sua nomina a cardinale ha parlato della Pentecoste come una festa di speranza: «La nostra Chiesa, nonostante tutte le dure circostanze e sofferenze, è aperta alla vita e al rinnovamento.
 
L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.25 in Piazza San Pietro, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
 
Nel momento del voto «pensare a due vite». È l’appello rivolto dal primate d’Irlanda, arcivescovo di Armagh, Eamon Martin, in vista del referendum sull’aborto che si terrà il 25 maggio. Richiamando la lettera pastorale dell’episcopato irlandese — pubblicata lo scorso marzo — monsignor Martin interpella la responsabilità di tutti i cittadini irlandesi, perché «essere contro l’aborto — scrive il presule — non è semplicemente una “cosa cattolica”». L’innata dignità di ogni vita umana, osserva l’arcivescovo, «è un valore per l’intera società, per le persone di tutte le fedi e per i non credenti. Ciò è radicato sia nella ragione che nella fede. Strappare una vita umana innocente non può mai essere semplicemente una questione di scelta personale».
 
«La partita non è persa». Perché le radici sono «buone» e il paese è «più sano» di come spesso viene dipinto. Occorre dunque prendere «le distanze dal disincanto, dalla prepotenza e dalla sciatteria morale che ci circondano». Anzi, è venuto il momento di «cogliere la sfida del nuovo che avanza» e di dimostrarsi veramente «eredi» di quella «nobile tradizione», avviata giusto un secolo fa con don Luigi Sturzo, che fu l’inizio del cattolicesimo politico italiano che tanto ha «segnato la nostra democrazia».
 
Quanti parteciperanno o assisteranno attraverso i media a un evento dell'Incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Dublino il prossimo agosto alla presenza del Papa potranno ottenere l'indulgenza plenaria o parziale
 
Crisi delle vocazioni, povertà evangelica, riduzione e accorpamento delle diocesi

«Andate avanti» li aveva esortati nel maggio 2013 incontrandoli per la prima volta in Vaticano a poco più di due mesi dalla sua elezione. E oggi, cinque anni dopo quell’assemblea, Francesco è tornato a incalzare i vescovi italiani, ringraziandoli per il lavoro fin qui compiuto ma non nascondendo loro «tre preoccupazioni» su altrettante questioni cruciali per la vita della Chiesa italiana: la crisi delle vocazioni, la povertà evangelica e la trasparenza nella gestione dei beni, la riduzione e l’accorpamento delle diocesi.

 
(FG) Nel corso della sua prossima visita in Irlanda (25-26 agosto 2018) Papa Francesco si recherà presso il Capuchin Day Centre di Dublino, luogo di assistenza per senza fissa dimora e indigenti che esiste dal 1969. È stato il fondatore e co-direttore del centro, frate Kevin Crowley (ofm-cap), a dare la notizia alla stampa locale, confidando tutta la sua gioia e soddisfazione per questo incontro.
 
Un vero e proprio “ostello” spirituale per i giovani, soprattutto per quelli che si recano in pellegrinaggio ad Assisi in cerca del senso della loro vita. Così il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, ha definito il santuario della spogliazione, l’antica cattedrale cittadina dedicata a Santa Maria maggiore.
 
Alle ore 16.35 di questo pomeriggio, nell’Aula Nuova del Sinodo, il Santo Padre Francesco ha aperto i lavori della 71ma Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.), che si svolgono in Vaticano da oggi e fino al 24 maggio sul tema: “Quale presenza ecclesiale nell’attuale contesto comunicativo”.
 

Lunedì, 21 maggio 2018
 
Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana nella Domenica di Pentecoste, Papa Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Coeli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale.