GIOVANNI BATTISTA - L’AMICO DELLO SPOSO
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di Don Oscar Battagliacon il desiderio e il consenso di pubblicazione dell'autore
Tutto cominciò ad Ain-Karin
Era arrivata la sera prima a Gerusalemme con una carovana di pellegrini provenienti dalla Galilea dopo cinque giorni di viaggio seguendo il lungo itinerario che attraversava la pianura di Esdrelon, toccava la città greca di Scitopoli e costeggiava la riva destra del Giordano fino a Gerico. L’ultimo giorno aveva affrontato l’interminabile salita di Wadi-el-Kelt fino alla città Santa, 27 chilometri più in su. La mattina dopo, poco prima dell’alba, si era rimessa in cammino, questa volta verso occidente, in direzione di Ein-Karin a tre chilometri dalla città. Conosceva ben la strada, perché l’aveva percorsa tante volte fin da bambina con sua madre, quando saliva in pellegrinaggio a Gerusalemme per una delle grandi feste e riceveva ospitalità a casa di Elisabetta sua nipote. Questa aveva sposato un sacerdote della tribù di Levi chiamato Zaccaria, che faceva servizio al Tempio santo quando era di turno.
Lo scandalo dell’incoerenza
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I cristiani incoerenti suscitano scandalo perché danno una contro-testimonianza a chi non crede. Sulla coerenza Gesù usa espressioni molto forti, tanto che a sentirle qualcuno potrebbe persino dire: «Ma questo lo dice un comunista». E invece no: «È la parola di Dio!». Proprio al tema della coerenza cristiana, suggerito dall’amministrazione del sacramento della cresima, Papa Francesco ha dedicato l’omelia alla messa di questa mattina, giovedì 27 febbraio, nella Cappella della Casa Santa Marta. «Essere cristiano — ha chiarito subito il Papa — significa dare testimonianza di Gesù Cristo». Infatti «il cristiano è la persona, l’uomo e la donna, che dà la testimonianza di Gesù Cristo». Il Pontefice ha poi delineato il profilo spirituale del cristiano, indicandone proprio nella coerenza l’elemento centrale. In tutte le cose della vita, ha detto, bisogna «pensare come cristiano; sentire come cristiano e agire come cristiano».Santa Pazienza: omelia di Papa Francesco al Vangelo di oggi
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“La pazienza non è rassegnazione, è un’altra cosa”: il Papa commenta la Lettera di San Giacomo dove dice: “Considerate perfetta letizia, quando subite ogni sorta di prove”. “Sembra un invito a fare il fachiro” – osserva – ma non è così. La pazienza, sopportare le prove, “le cose che noi non vogliamo”, fa “maturare la nostra vita. Chi non ha pazienza vuole tutto subito, tutto di fretta. Chi non conosce questa saggezza della pazienza – sottolinea Papa Francesco - è una persona capricciosa, come i bambini che sono capricciosi” e nessuna cosa va loro bene. “La persona che non ha pazienza – spiega - è una persona che non cresce, che rimane nei capricci del bambino, che non sa prendere la vita come viene: o questo o niente. Questa è una delle tentazioni: diventare capricciosi”. “Un’altra tentazione di quelli che non hanno pazienza – afferma il Papa - è l’onnipotenza” di volere subito una cosa, come accade ai farisei che chiedono a Gesù un segno dal cielo: “volevano uno spettacolo, un miracolo”:Leggi tutto: Santa Pazienza: omelia di Papa Francesco al Vangelo di oggi