L'esperienza di chi ha lasciato tutto per amore dell’Amore
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Ho conosciuto Sr. Raffaela molti anni or sono, nella comunità di S. Masseo ad Assisi. Non ci siamo poi né sentiti né visti per molti anni.
Ho sempre apprezzato l'entusiasmo spirituale di questa sorella, segno di una gioia profonda che scaturisce dallo Spirito. La Provvidenza Divina, tramite lo strumento dei social network, ha voluto che incrociassimo di nuovo i nostri passi.
Pertanto ho ritenuto opportuno, assieme ai soci, per chi ci segue, far conoscere alcuni passi del suo cammino, passato e presente, per condividere questo suo entusiasmo nello Spirito. Cristiano Cattolico, accoglie ben volentieri questa sua intervista-testimonianza nell'ottica di orchestrazione che questo sito ha sempre avuto e desidera avere dei carismi che lo Spirito suscita e che sono chiamati a suonare assieme, pur con differenti accenti, il fiume di Amore che sgorga dal costato di Cristo.
Buona lettura.
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GIOVANNI BATTISTA - L’AMICO DELLO SPOSO
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di Don Oscar Battagliacon il desiderio e il consenso di pubblicazione dell'autore
Tutto cominciò ad Ain-Karin
Era arrivata la sera prima a Gerusalemme con una carovana di pellegrini provenienti dalla Galilea dopo cinque giorni di viaggio seguendo il lungo itinerario che attraversava la pianura di Esdrelon, toccava la città greca di Scitopoli e costeggiava la riva destra del Giordano fino a Gerico. L’ultimo giorno aveva affrontato l’interminabile salita di Wadi-el-Kelt fino alla città Santa, 27 chilometri più in su. La mattina dopo, poco prima dell’alba, si era rimessa in cammino, questa volta verso occidente, in direzione di Ein-Karin a tre chilometri dalla città. Conosceva ben la strada, perché l’aveva percorsa tante volte fin da bambina con sua madre, quando saliva in pellegrinaggio a Gerusalemme per una delle grandi feste e riceveva ospitalità a casa di Elisabetta sua nipote. Questa aveva sposato un sacerdote della tribù di Levi chiamato Zaccaria, che faceva servizio al Tempio santo quando era di turno.
Lo scandalo dell’incoerenza
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I cristiani incoerenti suscitano scandalo perché danno una contro-testimonianza a chi non crede. Sulla coerenza Gesù usa espressioni molto forti, tanto che a sentirle qualcuno potrebbe persino dire: «Ma questo lo dice un comunista». E invece no: «È la parola di Dio!». Proprio al tema della coerenza cristiana, suggerito dall’amministrazione del sacramento della cresima, Papa Francesco ha dedicato l’omelia alla messa di questa mattina, giovedì 27 febbraio, nella Cappella della Casa Santa Marta. «Essere cristiano — ha chiarito subito il Papa — significa dare testimonianza di Gesù Cristo». Infatti «il cristiano è la persona, l’uomo e la donna, che dà la testimonianza di Gesù Cristo». Il Pontefice ha poi delineato il profilo spirituale del cristiano, indicandone proprio nella coerenza l’elemento centrale. In tutte le cose della vita, ha detto, bisogna «pensare come cristiano; sentire come cristiano e agire come cristiano».