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fare il beneP. Pietro Messa, ofm

 Fare del bene e restare delusi per l'ingratitudine e a volte anche l'ostilità e persino malvagità del beneficiato è una delle realtà più deprimenti che purtroppo succede spesso.
Simile fallimento e la conseguente amarezza interroga il proprio modo di agire e ciò che lo motiva. Infatti si può operare il bene per esibizionismo oppure sentirsi buoni, con la coscienza apposto, ma anche per filantropia o non far soffrire agli altri ciò che si è patito personalmente. Motivazioni più o meno valide ma che davanti alla delusione svaniscono come il fumo al vento. Ecco che il Signore ci indica l'amore ordinato in cui la gioia di essere amati diventa la sorgente della carità tramite cui si desidera comunicare anche agli altri ciò che si è ricevuto. Se il beneficiato lo riconosce ci si rallegra con lui mentre in caso contrario si rimane nella gioia perché il baricentro della vita è proprio in quella consapevolezza di essere amati, ossia la gratitudine che nell'amore ordinato del Vangelo precede sempre la gratuità.