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Rassegna stampa cattolica
s. Francesco misericordiosoP. Pietro Messa, ofm

Francesco d'Assisi quando nel "Testamento" ricapitola la sua vita ricorda che la sua vita cambiò nel momento che fece misericordia con i lebbrosi, gesto che convertì l'amarezza in dolcezza di anima e di corpo (cfr. Francesco il misericordioso, Edizioni Terra Santa, Milano 2018).
Tale gesto fu così importante quanto presto dimenticato in favore di altre narrazioni più note quali la predica del santo agli uccelli o la stimmatizzazione. Questo passaggio è indice anche di un altro, ossia dalla povertà dell'apologia all'apologia della povertà. Infatti quanto l'Assisiate è attento a evitare qualsiasi tono apologetico ossia di difesa o esaltazione tanto con il passare degli anni i frati Minori sono sempre più propensi all'apologia della povertà; espressione di questo atteggiamento è ad esempio il "Sacrum Commercium" oppure la vela in cui sopra la tomba del Santo è raffigurata l'alleanza tra lui e Madonna povertà.
Più recentemente vari pontefici hanno messo in guardia dalla retorica della povertà per cui si è molto propensi a parlare ma poco a fare misericordia e gli stessi poveri diventano più una categoria sociologica che delle persone con cui relazionarsi. Anche perché la misericordia rende poveri mentre non è detto che l'essere poveri renda automaticamente caritatevoli; anzi a volte la miseria diventa causa di ulteriori violenze e guerre fratricide.
La misericordia rende attenti alla fragilità altrui proprio "sicut mater", cioè come una madre che nutre, sostiene e si prende cura.