Una tomba che diviene scala per il cielo
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di Manuel Nin
Benedettino
Rettore del Pontificio Collegio Greco
Tutte le liturgie delle Chiese cristiane hanno un senso pedagogico - o, meglio, mistagogico - molto chiaro. Questo aspetto è sottolineato chiaramente nelle liturgie dell'Oriente cristiano: la liturgia è come un maestro nella fede, impregnata com'è di elementi che istruiscono i fedeli nelle verità della fede. Troviamo questa dimensione della liturgia in particolare nelle celebrazioni della Madre di Dio, colei che accolse nel suo grembo il Verbo eterno di Dio. La presenza di Maria scandisce i diversi momenti dell'anno liturgico delle Chiese di tradizione bizantina: la prima grande festa nel ciclo liturgico è quella dell'8 settembre, cioè la nascita della Madre di Dio, e si chiude con la festa del 15 agosto, la sua Dormizione. Tutto il mistero di Cristo che si celebra lungo l'anno liturgico ha inizio con la nascita di Maria e si chiude con il suo transito e la sua piena glorificazione.
Silenzio!
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Oggi è la festa della Donna.Madre nella Fede, donna della Speranza.
Tutto crede, tutto spera, tutto sopporta...
Anche Lei, per quanto possibile, scende agli Inferi con il Figlio.
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La discesa agli inferi del Signore
"Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: « Sia con tutti il mio Signore ». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spirito ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: "Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli »."
Da un'antica « Omelia sul Sabato santo ». (PG 43, 439. 451. 462-463)
Orazione
O Dio eterno e onnipotente, che ci concedi di celebrare il mistero del Figlio tuo Unigenito disceso nelle viscere della terra, fa' che sepolti con lui nel battesimo, risorgiamo con lui nella gloria della risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
A cura dell'Istituto di Spiritualità:
Pontificia Università S. Tommaso d'Aquino
Una casa comune per l'America
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Omaggio alla Vergine di GuadalupeNell'ambito del pellegrinaggio-incontro svoltosi nei giorni scorsi presso il santuario di Nostra Signora di Guadalupe, a Città del Messico, il cardinale prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l'America latina - che ha promosso l'iniziativa con la collaborazione dei Cavalieri di Colombo e dell'Istituto superiore di studi guadalupani - ha tenuto la meditazione della quale pubblichiamo un ampio stralcio.
di Marc Ouellet
"L'America, che storicamente è stata ed è crogiolo di popoli, ha riconosciuto nel volto meticcio della Vergine di Tepeyac, "in Santa Maria di Guadalupe, un grande esempio di evangelizzazione perfettamente inculturata". Per questo, non solo al Centro e al Sud, ma anche nel Nord del Continente, la Vergine di Guadalupe è venerata come Regina di tutta l'America" (Ecclesia in America, 11).
Salute a te, o nostra regina!