Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Home
L’eparchia di Hajdúdorog a 100 anni dalla Christifideles Graeci


arcobaleno sul lagodi MANUEL NIN

Si è celebrato in modo solenne, il 2 e 3 giugno, nelle città di Hajdúdorog e Nyíregyháza in Ungheria la commemorazione centenaria della bolla Christifideles Graeci dell’8 giugno 1912, di Papa San Pio X, b olla con cui il pontefice erigeva l’eparchia di Hajdúdorog per i fedeli cristiani orientali cattolici di tradizione bizantina dell’Ungheria. Con la pubblicazione della bolla il Papa dava seguito alle speranze di tantissime generazioni di fedeli ungheresi che seguivano e seguono tuttora la tradizione bizantina in terra magiara. La data del 1912 fu per questi fedeli un inizio di cammino come Chiesa, inizio soltanto perché i fatti tragici del XX secolo, quali le due guerre mondiali e il quarantennio repressivo del regime comunista, portarono la Chiesa greco-cattolica ungherese a una situazione per alcuni versi precaria, benché non fosse mai privata della libertà al diritto di esistere come realtà ecclesiale, e di uno spazio per il suo sviluppo pieno come Chiesa e per l’annuncio del Vangelo. La bolla Christifideles Graeci, o l t re a riconoscere l’esistenza e la vita ecclesiale degli orientali cattolici ungheresi, stabiliva comunque che la lingua ufficiale per la loro liturgia doveva essere quella greca e non quella ungherese. Immediatamente dopo la pubblicazione della bolla, fu nominato amministratore apostolico dell’eparchia di Hajdúdorog il vescovo di Munkács Antal Papp. Quindi il 21 aprile 1913 fu già nominato come primo eparca il sacerdote István Miklósy (1857-1937). Nel 1939 gli successe il basiliano Miklós Dudás (1902-1972), che nel 1945 fu nominato anche amministratore apostolico dell’esarcato di Miskolc, sempre nell’Ungheria nord orientale. Dudás poté partecipare soltanto all’ultima sessione del concilio Vaticano II, e in una delle sedute conciliari celebrò la Divina Liturgia Bizantina interamente in lingua ungherese. Morì nel 1972. Dopo un interregno di tre anni e lunghe negoziazioni tra la Santa Sede e il governo ungherese, Paolo VI nominò il sacerdote Imre Timkó come eparca di Hajdúdorog ed esarca di Miskolc, e il sacerdote Szilard Keresztes come suo ausiliare, il quale alla morte del vescovo Timkó nel 1988, gli successe alla guida e dell’eparchia e dell’esarcato. Durante il suo quasi ventennale episcopato, il vescovo Keresztes intensificò notevolmente la formazione dei fedeli e del clero, inviando dei seminaristi a Roma nel Pontificio Collegio Greco e nel Pontificio Collegio Germanico Ungarico, e poter così frequentare le diverse specializzazioni teologiche delle università pontificie romane. Nel 1996 iniziò e promosse gli incontri di gerarchi orientali cattolici dell’Europa, celebrando il primo a Nyíregyháza nel mese di luglio dello stesso anno. Il giorno 8 maggio 2008 Papa Benedetto XVI accolse le dimissioni del vescovo Keresztes e nominò lo ieromonaco Fülöp Kocsis come suo successore; ordinato vescovo il 30 giugno 2008, egli guida come pastore l’eparchia di Hajdúdorog e fino al 2011 ha guidato anche quella di Miskolc, quando è stato nominato esarca lo ieromonaco Atanáz O rosz. Attualmente l’eparchia di Hajdúdorog conta circa 240.000 fedeli, 150 sacerdoti, 125 parrocchie. Si tratta di una Chiesa inserita nella realtà umana, sociale e cristiana dell’Ungheria del XX e del XXI secolo. Una Chiesa che è rimasta fedele alla ricchezza liturgica, teologica, spirituale e disciplinare della tradizione bizantina; celebra la liturgia in lingua ungherese, e come Chiesa orientale è rimasta fedele alla tradizione delle Chiese orientali cattoliche anche nella scelta per i seminaristi del clero ussorato o celibe. L’eparchia di Hajdúdorog e l’esarcato di Miskolc hanno un seminario comune a Nyiregyháza con una cinquantina di seminaristi che frequentano gli studi filosofici e teologici presso l’Istituto Teologico Sant’Atanasio, Istituto affiliato al Pontificio Istituto Orientale di Roma. Le celebrazioni centenarie sono iniziate la mattina di sabato 2 giugno all’Istituto Teologico di Nyiregyháza con una conferenza internazionale di studio su aspetti storici della Chiesa greco-cattolica ungherese, collegati appunto con la pubblicazione della suddetta bolla del 1912. Tra i conferenzieri erano presenti professori dello stesso Istituto Teologico e altri provenienti dall’Ungheria e dalla Romania. Nel pomeriggio dello stesso giorno, nel santuario mariano di Mariapocs si è celebrata l’ufficiatura del vespro della domenica, quella dopo la Pentecoste che nella tradizione bizantina corrisponde alla domenica di Tutti i Santi, vespro presieduto dall’esarca di Miskolc Atanáz Orosz. Dopo la celebrazione nello stesso santuario della Madre di Dio, il coro Sant’Efrem ha eseguito un bellissimo concerto con canti liturgici bizantini in diverse lingue, che in qualche modo ha continuato il clima di preghiera dello stesso vespro iniziale. Quindi nei locali per i pellegrini del santuario mariano si è svolta una cena conviviale con tutti i presenti. La domenica 3 giugno ha radunato numerosissimi fedeli e ospiti, convenuti a Hajdúdorog per la celebrazione della Divina Liturgia, celebrata dall’eparca di Hajdúdorog Fülöp Kocsis, e concelebrata da numerosissimi altri presuli: il cardinale primate ungherese Péter E rd ő, il nunzio apostolico Alberto Bottari de Castello, l’esarca di Miskolc Atanáz Orosz, il metropolita di Presov Jan Babiak, e altri vescovi provenienti dalla Slovacchia, dalla Serbia, e della Chiesa latina dell’Ungheria. Ha tenuto l’omelia il cardinale primate Péter Erdő, che ha commentato i testi della liturgia domenicale e ha evidenziato l’importanza e la ricchezza della presenza degli orientali cattolici in terre ungheresi. All’inizio della celebrazione il nunzio apostolico ha letto il messaggio che a nome di Benedetto XVI aveva inviato il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Nei primi giorni del mese di luglio i fedeli greco-cattolici ungheresi saranno presenti con un importante pellegrinaggio a Roma. Sarà per loro un momento intenso di preghiera presso le tombe degli apostoli Pietro e Paolo, e per manifestare la loro fede e la loro piena comunione con il successore di Pietro. La Chiesa greco-cattolica ungherese è una delle Chiese orientali cattoliche nel cuore dell’E u ro p a , ponte e spazio di piena comunione tra Oriente ed Occidente.

© Osservatore Romano - 8 giugno 2012