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Politica«Il fallimento politico dei cattolici in Italia è prima di tutto un fallimento religioso. Hanno voluto salvare le strutture e il potere sacrificando la Verità. Hanno firmato e ratificato leggi che distruggono l'uomo e la famiglia pur di sopravvivere politicamente, diventando servi del mondo.» (Divo Barsotti, Diario di quegli anni. Notes ed estratti di spiritualità politica)

Ci sono fatti che interrogano, e che in qualche modo ci chiedono di schierarci. I questi giorni una notizia italiana è entrata di prepotenza nelle riflessioni comuni. Tutti abbiamo appreso che il Veneto, una regione tradizionalmente «bianca», ha votato una legge che consente il suicidio in alcuni casi, sorpassando la legge in Italia che prevede che tali norme siano di competenza dello Stato e non delle Regioni. Ma quello che ha fatto riflettere è che buona parte dei favorevoli alla legge, compreso il Governatore della Regione, si sono dichiarati, senza mezzi termini, cattolici.
Si potrà pur dire che questa è una sorta di “autocertificazione”, ma comunque resta aperto il problema: ci si può dire cattolici pubblicamente e professare scelte esplicitamente anticattoliche?
Come si può notare, questo è un problema non solo italiano, ma che riguarda molte realtà nel mondo, e che forse interessa anche noi, nel nostro piccolo, ma in qualche modo grande, stato.
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