Qualche settimana fa, monsignor Angelo Amato, dell’ex S.Uffizio, tuonò
duramente contro la piaga “invisibile” dell’aborto (un miliardo di vite
umane soppresse nel mondo in 40 anni: un miliardo!). Tempestivamente,
all’indomani, il sito Repubblica.it, nella frequentata rubrica delle
“Lettere al Direttore” (che è Vittorio Zucconi), pubblicava la missiva
di un cattolico che, con la moglie al quinto mese di gravidanza, aveva
deciso per l’aborto a causa di una diagnosticata malformazione del
nascituro.
Il clamore mediatico di questi casi è sempre stato scontato. Fin dagli
anni Settanta, la stampa più ideologicamente abortista, non volendo
discutere serenamente e laicamente dell’aborto, usa dare risalto ai
casi di questo tipo. Un modo per zittire chi solleva dubbi e far
dimenticare, fra l’altro, che nella stragrande maggioranza degli aborti
permessi dalla legge 194 vengono soppressi bambini sani. Continua sul sito di Antonio Socci
L'incredibile caso di Paolo e Marta...
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