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mano donoL'unico denaro, salario pattutito tra il padrone della vigna e l'operaio, non richiama forse il salario essenziale della sopravvivenza? Quel minimo indispensabile, quel fondamento perché ogni uomo e ogni donna possa avere il necessario? Ebbene tutta questa paga essenziale Dio la dona ma la regala nella logica della chiamata allo stare con Lui e a lavorare nella vigna.
La vigna del Signore e lo stare con Lui è già ricompensa sovrabbondante, così come ricorda la colletta di oggi:
"... perché comprendiamo l'impagabile onore
di lavorare nella tua vigna fin dal mattino. "

Qui non contano i "ruoli", pur importanti nella vigna, né l'essere chiamati prima o dopo, quello che conta è avere la stessa passione "del fattore", il desiderio che anima i suoi scopi che sono tutti dono e misericordia.
Non conta quanto si è fatto ma piuttosto come lo si è fatto; conta la purezza di cuore, la gratuità e il distacco da ogni attaccamento del cuore, da ogni provincialismo, da ogni bisogno dell'ego di appropriarsi anche dei doni di Dio.

Ogni lavorare nella vigna che si appropria nel cuore di ciò che fa dicendo: "è mia opera!" sta già rubando e soprattutto non coglie il valore enorme di quell'unico fondamentale denaro.

Gioire di ciò che si fa perché partecipi dei doni di Dio, gioire del bene, di ogni bene che fa il fratello; anche se riesce, in poco tempo a fare quello che noi abbiamo fatto in una intera giornata.
Gioire se il fratello al contrario di noi che siamo stati fedeli, precisi, disponibili per una vita, dopo la sua condotta fatta di ruberie, di disordini, di omicidi, si converte e coglie, per un incontro mirabile tra il desiderio di Dio e la sua docilità del cuore, la sua nudità, coglie l'essenziale e la chiamata e vi risponde con un si!

La vigna non è proprietà nostra è un luogo di provvidenza e di dono a cui siamo chiamati e la cui alternativa è il nulla ("perché nessuno ci ha presi a giornata"), l'alternativa è la mancanza di Amore e della circolarità dell'Amore.
La paga dunque è stare con Cristo e con i fratelli e lavorare nella vigna,
qui tuttta la ricompensa.

Afferma la Christifideles laici: "I fedeli laici appartengono a quel popolo di Dio che è raffigurato dagli operai della vigna. La chiamata non riguarda soltanto i pastori, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, ma si estende a tutti. Anche i fedeli laici sono personalmente chiamati dal Signore".

Pertanto nessuno dica non sono stato chiamato, oppure critichi il lavoro svolto da altri, ma dica piuttosto: come posso servire?

Come posso servire, convertendomi, dal mio bisogno di "appropriazione" delle "mie" opere alla, finalmente, libera purezza di cuore?
Come posso essere finalmente libero e cogliere tutta la bellezza e la potenza di quel ricchissimo e unico denaro?

Perché nel Regno ciò che conta non è il calcolo ma non avere, grazie a Dio, nessun calcolo. E qui la libertà si innesta e si diffonde, sanando. È la diakonia ontologica battesimale che via via si compie e compie la Persona nella sua splendente interezza.


Maria & Paul