Davanti ai mistici si rimane sempre esterrefatti: questa umanità che riesce a parlare di Dio al mondo, ma soprattutto con Dio, quasi disorienta. Biografie, quelle dei mistici, che rimangono impresse nella memoria. Quella di santa Caterina da Genova (1447-1510) – di cui oggi ricorre la memoria liturgica – è una di queste, perché lei ha ricevuto il dono di saper narrare la sua esperienza spirituale come un percorso verso Dio a cui tutti aneliamo. E grazie alle sue opere come il Libro della sua vita, il Trattato del Purgatorio e il Dialogo spirituale chiamato anche Dialogo tra corpo e anima (opere conosciute e raccolte nel cosiddetto Opus Catharinianum) possiamo comprendere non solo la spiritualità di questa donna ma come la sua stessa vita possa divenire spunto di riflessione per ognuno. Continua su La Nuova Bussola quotidiana