Tempore Famis
Lunedì mattina alle 6.30 una splendida luna piena sopra l’ospedale S. Giovanni di Roma... Sembra un’Ostia consacrata proprio in questo giorno in cui è chiesto di sospendere le messe con il popolo per quasi un mese. Un grande dolore che ci accomuna tutti, ma che ci fa dire di nuovo con forza il nostro amore e il nostro grazie per il dono di quel Pane.

Poi ho pensato che l’immagine più bella dell’Eucaristia (come diceva Santa Caterina da Siena) è il Sole. La luna piena ne è il riflesso, la luna è immagine simbolica della Chiesa che porta al mondo questo Sole.
In questo mese tutti i sacerdoti continueranno a celebrare le messe e, anche se non vi si potrà partecipare, i cristiani continueranno a portare al mondo la grazia degli anni di abbondanza (riscopriamo nella gioia tutto il bene che ci ha dato l’Eucarestia dal giorno della nostra Prima Comunione!) per affrontare queste settimane di carestia.
Alimentiamo il desiderio di riceverla di nuovo, a Pasqua, con la consapevolezza rinnovata di incontrare Gesù vivo, con la gioia nel volto e nel cuore (non con certi musi che vediamo a volte a messa), con l’impegno di ripartire dall’Eucarestia per dare vita al mondo.
La prossima luna piena sarà il segno della Pasqua, che ci annuncerà il Sole senza tramonto che è il Cristo Risorto.
La luna piena sull’ospedale sia segno di un rinnovato impegno, in questi giorni, a dare Luce ai malati, ai poveri, a quanti sono nella disperazione, a quanti soffrono la mancanza di un nostro abbraccio e dell’abbraccio di Dio.
di Paolo Ricciardi
Vescovo ausiliare di Roma
© Osservatore Romano - 12 marzo 2020