P. Pietro Messa, ofmNel luglio 2020 il cardinale Angelo Scola riguardo alle varie contrapposizioni presenti nella Chiesa e alla loro ricomposizione ha additato l’esempio di Giancarlo Brasca (1920-1979): «Ricordo, quando ero studente universitario a Milano, il grande lavoro che, in questo senso, fu operato da Giancarlo Brasca, segretario generale della Cattolica, il quale riuniva persone che venivano da varie realtà, spesso tra loro in conflitto. Lo fece con grande merito, secondo me, proprio per aiutare la ripresa del dialogo».
Riguardo a ciò vi è una testimonianza secondo cui settimanalmente Giancarlo Brasca pranzava con il coetaneo don Luigi Giussani (1920-2005) e durante tali momenti condividevano soprattutto la loro presenza cristiana nella società e in particolar modo in università; uno degli aspetti di confronto era la visibilità di tale testimonianza. Se più conosciuto è don Luigi Giussani, fondatore di “Comunione e liberazione”, meno lo è Giancarlo Brasca; egli fu membro dell’Istituto dei Missionari della Regalità di Cristo, presidente dell’Azione Cattolica ambrosiana al tempo del concilio Vaticano II ossia dal 1958 al 1964 nonché direttore amministrativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dal 1971, al tempo del rettorato di Giuseppe Lazzati (1968-1983).
Accogliendo il suggerimento del cardinal Scola, per conoscere meglio l’opera riconciliante di Brasca, importate lo studio di Chiara Delorenzi, “Giancarlo Brasca e l’Università Cattolica: la biografia del primo direttore amministrativo nella carte conservate dall’Ateneo” che si può leggere in http://tesionline.unicatt.it/handle/10280/1034 .
Per un primo approccio cfr. il testo di Ernesto Preziosi in https://vitaepensiero.mediabiblos.it/pdf_presentazione/vita-e-pensiero/giancarlo-brasca-un-laico-testimone-del-vangelo-142246.pdf