"Assolutamente favorevoli" alla proposta di "intensificare la
collaborazione tra la Conferenza delle Chiese europee e il Consiglio
delle Conferenze episcopali d'Europa". "Ma non credo che sia possibile
integrare il Ccee nella Kek". Così il card. Jean-Pierre Ricard,
arcivescovo di Bordeaux e vice-presidente del Ccee, risponde - in
un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano cattolico "La Croix" -
alla proposta lanciata nei giorni scorsi a Lione dal Patriarca
Bartolomeo I affinché la Chiesa cattolica faccia parte di una
"conferenza di tutte le Chiese cristiane d'Europa". Questa
collaborazione - fa notare il cardinale - "noi la viviamo già". Ma
integrare i due organismi non sembra possibile perché - spiega Ricard -
"non è lo scopo del Ccee che è un luogo di incontro, di lavoro e di
informazione reciproca tra i presidenti delle conferenze episcopali".
"Ci sono - prosegue l'arcivescovo - forme di collaborazione da
intensificare o da cercare, senza sopprimere le istanze esistenti. Il
problema della Kek è quello del Consiglio ecumenico delle Chiese: qual
è la sua natura ecclesiologica? È una ‘super-Chiesa'? Una piattaforma
di incontro tra Chiese? Un luogo di parola e di decisioni prese dalla
maggioranza? Occorre chiarirlo". C'è poi un altro nodo che è quello
delle divergenze sulle questioni etiche che permangono anche "in seno
alla Kek", soprattutto "tra Chiese protestanti e ortodosse".
© SIR 22 luglio 2009
ECUMENISMO: CARD. RICARD, “IMPOSSIBILE INTEGRARE IL CCEE NELLA KEK”
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