La replica di monsignor Georg Bätzing a papa Leone in materia di abusi sessuali, di cui ha dato puntuale notizia Borgo Pio, merita una riflessione, che intende entrare nel merito di una deriva che nel mondo cattolico si sta vivendo da svariati decenni.
La sostanza dell’argomentazione del vescovo di Limburgo, fino allo scorso febbraio anche presidente della Conferenza episcopale tedesca, è che lo studio che i vescovi tedeschi avevano commissionato è sostanzialmente l’ultima manifestazione della Sapienza divina. Intoccabile. Si tratta dello studio MHG (Mannheim, Heidelberg, Gießen), sugli abusi di natura sessuale compiuti da sacerdoti, religiosi (maschi) e diaconi dal 1946 al 2014, e che a conti fatti non è niente di più di un’indagine – certamente interessante – su quasi 40 mila fascicoli personali; indagine da cui emerge che circa il 4,4% degli interessati era coinvolto in problemi di abusi, con relative ulteriori distinzioni. Alla presentazione della classificazione di dati numerici hanno fatto seguito alcune considerazioni dei ricercatori, tra cui quella più roboante che, a favorire gli abusi, potrebbero aver giocato un ruolo anche le cosiddette relazioni di potere asimmetriche; e altre raccomandazioni, come quella che occorre avere un atteggiamento di maggiore apertura verso l’omosessualità o che bisogna intervenire sul clericalismo, come clima che può favorire l’abuso di potere.
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