L’immensa Asia è accerchiata da un uomo minuscolo
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di INOS BIFFI «Dopo Alessandro Magno e il Bacco, di cui parla la poesia, / troviamo Francesco, che, terzo, s’incammina verso l’Asia / senza falange e senza elefanti, senza armi e senza armate (...) E non più quale re tra il gran saltellar dei cani da guerra, e coronato e radioso», sul posto più alto e con uva d’Europa tra le dita. Al contrario, Paul Claudel vede Francesco Saverio avviarsi «tutto solo, e piccolo, e nero e sudicio, con stretta in mano la Croce!», verso un mondo descritto a toni foschi: un mondo dominato e avvolto dal male, che diffonde intorno a sé brividi di paura e senso di ribrezzo: «Un profondo silenzio è calato sul mare, al vagare del battello in direzione di Satana», mentre già «da questa soglia maledetta sale un alito soffocante»; ed «ecco da ogni parte l’Inferno, e i suoi popoli che avanzano silenziosi»; e i luoghi: «Da un lato l’India, e laggiù il Giappone, e le grandi Isole putride».
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