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Catechesi Santo Padre

SaurimoAlle ore 7:30 circa (ora locale) Papa Leone XIV ha raggiunto in auto l’aeroporto internazionale di Luanda e si è congedato da alcune autorità locali per poi decollare, alle ore 08:03, alla volta di Saurimo, dove l’atterraggio è avvenuto alle ore 09:16.

Dopo essere stato accolto da alcune autorità locali, il Papa ha raggiunto la Casa di accoglienza per anziani di Saurimo.

Al suo arrivo, alle ore 9:59 circa, il Santo Padre è stato accolto dalla Direttrice della struttura e da un rappresentante del Ministro della Salute, che lo hanno accompagnato nel cortile della Casa, dove erano presenti gli assistiti e gli operatori della struttura.

Dopo le parole di benvenuto della Direttrice e alcune testimonianze, tra cui quella di uno degli anziani della struttura, il Papa ha pronunciato il suo Saluto, seguito dalla benedizione e dallo scambio di alcuni doni.

Al termine della visita, alle ore 10:20 circa, il Santo Padre si è avviato verso la spianata per la celebrazione della Santa Messa, fermandosi lungo il percorso per una breve sosta alla Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, per poi cambiare auto e proseguire in auto aperta.

Pubblichiamo di seguito il saluto che Papa Leone XIV ha rivolto ai presenti:

Signora Direttrice,
carissimi fratelli e sorelle,
pace a questa Casa e a quanti vi abitano!

Vi ringrazio tanto per la vostra accoglienza, così piena di fede che mi tocca il cuore, ed è di grande conforto per la mia missione. Grazie!

Mi ha colpito sentire che voi chiamate questo luogo “lar”, che parla di famiglia. Ringrazio Dio per questo, e spero che tutti voi possiate davvero vivere qui in un ambiente familiare, per quanto possibile.

Gesù amava stare a casa dei suoi amici. Il Vangelo ci dice che andava nella casa di Pietro, a Cafarnao, dove un giorno guarì la sua suocera. Ci ricorda la sua amicizia con Maria, Marta e Lazzaro: nella loro casa, a Betania, era accolto come Maestro e Signore e nello stesso tempo con familiarità.

Allora, carissimi, mi piace pensare che Gesù abita anche qui, in questa casa. Sì, Lui dimora in mezzo a voi ogni volta che cercate di volervi bene e di aiutarvi a vicenda come fratelli e sorelle. Ogni volta che, dopo un’incomprensione o una piccola offesa, sapete perdonarvi e riconciliarvi. Ogni volta che, alcuni di voi o tutti insieme, pregate con semplicità e umiltà.

Esprimo il mio apprezzamento alle Autorità angolane per le iniziative in favore degli anziani più bisognosi, come pure a tutti i collaboratori e ai volontari. La cura delle persone fragili è un segno molto importante della qualità della vita sociale di un Paese. E non dimentichiamo: le persone anziane non vanno solo assistite, vanno prima di tutto ascoltate, perché custodiscono la saggezza di un popolo. E dobbiamo loro riconoscenza, perché hanno affrontato grandi difficoltà per il bene della comunità.

Care sorelle e cari fratelli, porterò nel cuore il ricordo di questo incontro con voi. La Vergine Maria, che riempiva di fede e d’amore la Casa di Nazaret, vegli sempre su questa comunità. E vi accompagni anche la mia benedizione. Grazie!

© Bollettino Santa Sede - 20 aprile 2026