Rassegna stampa Speciali

Saluto del Cardinale Béchara Boutros Raï, O.M.M, Patriarca di Antochia dei Maroniti

Bechara Rai salutoBeatissimo Padre,
La cattedrale "Nostra Signora delle Grazie" dell'Eparchia Maronita di Cipro si onora di accogliere Vostra Santità e il Suo Incontro con i consacrati e consacrate della Chiesa Cattolica in questa amata Isola.
È mio onore anche darLe un filiale e caloroso Benvenuto, a nome dell'Eparchia, S. Ecc. Mons. Selim Sfeir, del clero e dei fedeli, nonché dei confratelli Vescovi venuti come me dal Libano e rappresentano il nostro Sinodo patriarcale, insieme al superiore generale dell'Ordine Libanese Maronita (Abate Nemetallah Hachem) e della Superiora generale delle Religiose Antonine Maronite (Madre Nazha Khoury). Sono venuti anche i responsabili dell'Ufficio di Coordinamento della Pastorale giovanile nella Curia patriarcale con il Padre coordinatore (Rev. Raphael Zoghaib), una delegazione di Caritas-Libano guidata dal suo Presidente Rev.do Michle Abboud e il Comitato del Patrimonio della sede patriarcale nella Valle Santa.
Tutti siamo qui con i consacrati e le consacrate per ascoltare le Vostre illuminante parole, Santo Padre, e ottenere la Sua Apostolica Benedizione.
Sentiamo in questo momento l'eco della presenza millenaria dei Maroniti nell'Isola. L'inizio della migrazione dal Libano fu nell'ottavo secolo ben prima dell'arrivo dei Crociati (1192). Già nel 1121 il Patriarca nomino un superiore al convento di San Giovanni Chrisostomos (coutsovendi) dove vivevano religiosi Maroniti. Nel tredicesimo secolo, il numero dei Maroniti era 80.000 ripartiti in 60 villaggi i quali calarono poi nel 1508 sotto l'Impero Ottomano a 39 per diverse difficoltà. Il primo vescovo Maronita fu eletto nel 131O. Il superiore generale dell’Ordine Libanese Maronita vi mandò due religiosi nel 1735 per fondare un convento e una scuola.
Oggigiorno, dopo gli avvenimenti del 1974, e la divisione dell'Isola il numero dei Maroniti attinge 7000 circa e quello delle parrocchie dieci.
I Maroniti di Cipro nutriscono ottime relazioni con la comunità latina, quella armena e con la Chiesa Greco-Ortodossa specialmente con il suo Arcivescovo. Sono anche ottimi i rapporti con la Presidenza della Repubblica, i ministri e i deputati, nonché con il Corpo Diplomatico.
Le diverse comunità dell'accogliente Isola cantano all'unisono: "Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!” (Sai. 133,1).
Grazie Santo Padre!


© Sala Stampa Santa Sede - 2 dicembre 2021


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