© Sala Stampa Santa Sede - 1 giugno 2019 traduzione non ufficiale di lavoroCaro Papa Francesco,
Il mio nome è Eduard (Eduardo), seguo i corsi universitari di informatica, lavoro nello stesso ambito e sono di Iași.
Sono un giovane come tanti altri del nostro paese che prova a vivere la sua fede in mezzo a numerose provocazioni. Ogni giovane cerca sicurezza, cerca sostegno. Tante volte Lei ci ha chiesto di non esitare ad incontrare gli anziani e ad imparare da loro. Ecco perché abbiamo desiderato che stasera ci fossero insieme a noi i nostri genitori e i nostri nonni. Siamo convinti che, come dice il profeta Gioele, “gli anziani faranno sogni e i giovani avranno visioni”. Siamo grati al Signore per il dono dei nostri genitori e dei nostri nonni, che ci hanno trasmesso la fede e l’amore per la vita.
Desidero affermarmi nella mia patria senza dover cercare la mia realizzazione in altri angoli della terra. Lei ha voluto un Sinodo dei giovani per affermare la fiducia che la Chiesa pone in noi. Ci ha detto alla Giornata Mondiale della Gioventù che siamo “l’adesso” di Dio, cioè il presente. Tuttavia, non incontriamo sempre lo stesso atteggiamento. In tanti contesti siamo respinti. Questo ci scoraggia e, non di rado, ci fa chiudere in noi stessi nonostante Lei ci abbia chiesto di non guardare la vita dal balcone e di non considerare la felicità come una poltrona.
La mia infanzia è stata segnata dall’appartenenza ad una associazione ecclesiale. Questo mi ha fatto crescere tantissimo! Come giovane provo ad impegnarmi sempre di più. I giovani fioriscono quando sono amati veramente! Nell’ambito universitario e al posto di lavoro faccio fatica a non vergognarmi della mia fede e a non temere di testimoniarla.
Tuttavia, noi i giovani, tante volte ci lasciamo ingannare da altre voci. Sentiamo che la fede non serve a niente, che non vale la pena donarsi. Altre voci ci dicono che puoi farti una vita solamente pensando a te. Sappiamo che Gesù Cristo risponde alle nostre aspirazioni più profonde e desideriamo vivere la nostra vita in amicizia con lui! Vogliamo dire a tutti che è bene seguirlo, è bene essere suoi messaggeri, è bene cercare in lui la nostra felicità!
Santo Padre, grazie che ci ricorda sempre di mettere Gesù Cristo al centro della nostra vita e di non temere servire i nostri fratelli!
Grazie di cuore!
Testimonianza di una famigliaSanto Padre,
Noi, Elisabetta e mio marito Ioan, siamo venuti da un paesino dalla periferia della provincia di Iasi, dove la nostra piccola comunità cattolica vive in armonia e rispetto con i membri della comunità ortodossa. Non siamo venuti da soli, ma insieme ai nostri 11 figli: 7 di loro hanno scelto di fondare una famiglia e 4 hanno scelto la via della consacrazione al Signore: due sacerdoti e due suore. Alcuni di loro sono venuti dall’estero per essere qui: dal Belgio, dall’Italia, ma anche dall’oltre fiume Prut, dalla Repubblica Moldova. E oggi sono tutti riuniti, così come qualche tempo fa ogni domenica mattina prendevamo tutti insieme la strada verso la nostra chiesa dedicata al santo che ci ha sempre protetto, Sant’Antonio di Padova.
Oggi ringraziamo Dio per il dono della fede che abbiamo ricevuto anche noi dai nostri genitori e nonni. È stata la fede a sostenerci quando, come giovane famiglia, abbiamo dovuto affrontare le diverse difficoltà della vita. Quando vivevamo periodi più pesanti ci dicevamo le stesse parole dell’apostolo Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole della vita eterna...Solo in te troviamo la forza di andare avanti!” Nel Signore abbiamo trovato la forza quando non abbiamo tenuto conto del parere delle autorità comuniste che avevamo troppi figli, e grazie a Lui abbiamo desiderato rispettare le promesse del nostro matrimonio. Così come Gesù non si è scoraggiato sulla via della croce, neanche noi abbiamo voluto desistere. Il lavoro e la preghiera ci hanno aiutato a trasmettere anche ai nostri figli quello che noi abbiamo ricevuto.
Oggi preghiamo per i nostri figli e i nostri nipoti affinché anche loro possano restare vicini al Signore. Sogniamo che possano costruirsi un futuro senza dimenticare da dove sono partiti. Sogniamo che tutto il nostro popolo non dimentichi le sue radici e preghiamo che possa vivere in pace e con fiducia in sé e in Dio. Ma preghiamo anche per la Chiesa, per i sacerdoti, per le persone consacrate, per avere coraggio a testimoniare il Signore. E preghiamo anche per Sua Santità, Santo Padre, affinché la Madre del Signore possa sempre custodirLa.
La ringraziamo, Santo Padre!