Rassegna stampa etica

Quando l’idolo delle risorse schiaccia l'intervento educativo e la cura per il #disabile

tabella ore 2011 completaNella regione Marche, da qualche anno, siamo venuti a conoscenza di una strategia curiosa nell’assegnare le ore di sostegno da parte del Gruppo di Lavoro per Handicap Provinciale. Una metodologia che anticipa gli sciacallaggi possibili dal futuro GIT della 378

Oggi incontriamo l’Avv. Daniele Dorsi che conosce bene la vicenda che da qualche anno affligge la Regione Marche e, ipotizziamo, anche altre regioni italiane. Ma vediamo passo passo che cosa accade e che cosa dovrebbe invece succedere per i disabili in età scolare.

Gentile Avvocato Dorsi ci può spiegare in parole semplici il meccanismo di attribuzione di ore al disabile in età scolare secondo la norma?

ADD: Per comprendere le modalità di attribuzione delle ore di sostegno bisogna partire dall’organico di diritto degli insegnanti di sostegno (Personale di ruolo).

L’organico di sostegno è assegnato complessivamente alla scuola o reti di scuola allo scopo costituite, tenendo conto della previsione del numero degli alunni disabili (Ciò è previsto dall’articolo 19 comma 11 del decreto legge 98/2011 convertito nella legge 111/1011). Le scuole tenuto conto di quanto indicato nel PEI relativamente alle ore di sostegno chiedono all’Ufficio Scolastico Provinciale le ore di sostegno necessarie. Gli uffici Scolastici Provinciali attraverso il GLH Provinciale una volta raccolte le richieste di tutti gli istituti della provincia le inoltrano all’Ufficio Scolastico Regionale che successivamente le attribuiscono all’ufficio Scolastico Provinciale e da quest’ultimo alle singole scuole. È chiaro che questo procedimento si deve rigorosamente basare sul rispetto delle ore indicate nel Pei, a sua volta legato strettamente alla Diagnosi Funzionale.

Che cosa accade invece nella regione Marche ad opera dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’Ufficio Scolastico Provinciale?

ADD: Le modalità di attribuzione però sono purtroppo diverse. Ordinariamente gli Uffici Scolastici Regionali per mancato rispetto di quanto indicato nel PEI attribuiscono agli Uffici Scolastici Provinciali un certo numero di ore quasi sempre insufficiente rispetto alla richiesta indicate nel PEI. Tale carenza si ripercuote sulle ore di sostegno successivamente attribuite dall’Ufficio Scolastico Provinciale alle scuole. A questo punto se l’organico di diritto non è sufficiente, come di solito avviene per coprire le esigenze, si ricorre alle c.d. ore in deroga chieste dai dirigenti scolastico all’Ufficio Scolastico Provinciale e da questo a quello Regionale che non sempre vengono accordate e spesso date con notevoli settimane di ritardo dall’inizio dell’anno scolastico.

Il vizio della carenza di ore di sostegno sta anche nel fatto che sebbene i Dirigenti Scolastici, l’Ufficio Scolastico Provinciale e quello Regionale hanno l’obbligo di rispettare le ore indicate nel PEI, si attribuiscono il diritto, non previsto da alcuna norma giuridica, di utilizzare una tabella nella quale vengono ripartite le varie disabilità con l’attribuzione per ogni ciclo di scuola delle ore di sostegno. Si veda, ad esempio, la tabella utilizzata arbitrariamente nel 2011 e che è stata poi nascosta. Crediamo che ora gli Uffici Scolastici Provinciali ne usino una simile. Tale metodologia è in netto contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale n.80/2010 secondo la quale “i disabili non costituiscono un gruppo omogeneo. Vi sono infatti forme diverse di disabilità: alcune hanno carattere lieve ed altre gravi. Per ognuno di essere è necessario pertanto individuare meccanismi di rimozione degli ostacoli che tengono conto della tipologia di Handicap da cui risulta affetta in concreto una persona. Ciascun disabile è coinvolto in un processo di riabilitazione finalizzato ad un suo completo inserimento nella società. Processo all’interno del quale l’istituzione, l’istruzione e l’integrazione scolastica rivestono un ruolo di primo piano”. Inoltre si richiama la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione Civile 25011/2014 che ha riconosciuto il principio che il PEI per il sostegno di un alunno disabile in situazione di grave Handicap, una volta elaborato con il concorso degli insegnanti e degli operatori della sanità pubblica, comporta l’obbligo della amministrazione scolastica, priva di potere discrezionale, a rimodulare la misura del supporto integrativo in ragione delle scarsità di risorse disponibili per il servizio. Violando ciò pone in essere un atto discriminatorio indiretto, in assenza di una corrispondente contrazione dell’offerta formativa per i normodotati.

Nella legge quadro 328 del 2000, che tratta non il sostegno ma l’educativa ricorre spesso “nell'ambito delle risorse disponibili”. Anche nella recente bozza di Decreto 378 tale affermazione ricorre sovente. Come è da intendersi questa affermazione?

ADD: Per rispondere a questa domanda ricordo che il testo normativo precedentemente citato riguardante le ore di sostegno nell’organico di diritto non è un provvedimento di tipo scolastico ma economico, infatti il testo del decreto legge convertito in legge recita “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”. Il legislatore spera in questo modo, citando: “secondo le risorse disponibili”, di trovare una giustificazione normativa di contrasto al principio sancito da numerose sentenze secondo le quali il problema di spesa non è una valida giustificazione per ridurre le ore di sostegno e le ore di educativa.

Cosa deve fare concretamente un genitore per garantire il proprio figlio disabile nel suo diritto all’istruzione e all’educativa?

ADD: Un genitore deve informarsi sapere quali sono i diritti del disabile, vigilare chiedere aiuto alle persone competenti, non demordere e ricorrere, quando purtroppo occorre, alla magistratura che ha dimostrato con le numerose sentenze favorevoli, una sensibilità al problema dei disabili. La Corte Costituzionale nel 2016 cita testualmente: "È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione." (Sentenza della Corte Costituzionale 275/16)

Attualmente è in parlamento in discussione il decreto 378 che modifica alcuni articoli della 104, chiude i GLHO, dà potere di delibera agli insegnanti nel quantificare le ore nel PEI e costituisce il GIT (Gruppo di Inclusione Territoriale). Qual è il pericolo di una tale revisione?

ADD: Il pericolo è quello di “standardizzare”, come purtroppo in parte già avviene, l’attribuzione delle ore di sostegno senza tenere in debito conto quanto detto con riferimento alle sentenze della Corte Costituzionale citate ed agli articoli 3 e 30 della Costituzione.


© http://www.lacrocequotidiano.it  - 23 febbraio 2016

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