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Rassegna stampa etica

Se non ci fosse stato Edwards è ben probabile che la frittata (si parla di ovuli no?) l'avrebbe comunque fatta qualcun'altro.

Però questa ottima raccolta di articoli http://pokankuni.wordpress.com/2010/10/05/riflessioni-su-un-altro-nobel-sbagliato/ dimostra ampiamente che quello di Edwards è stato un lavoro sporco, condotto senza principi etici e per di più anche medici, perchè invece di curare l'infertilità ha meramente meccanicizzato la fecondazione, estrapolandola dal contesto più proprio, quello biologico, e naturale (infatti si chiama artificiale).

Non si contano le violazioni dei principi etici, ma ne basta citare uno, quello di precauzione. Se anche uno scienziato fosse agnostico rispetto alla natura dell'embrione, nel dubbio dovrebbe astenersi dal manipolarlo. Invece qui si parte da un principio di onnipotenza scientifica: posso farlo, e lo faccio - tutto il resto (commercio di ovociti, seme e uteri, le iperstimolazioni, i soprannumerari, ecc. ecc.) non conta, sono menate etiche della società.

Con lo stesso criterio si potrebbe dare il Nobel a quell'industriale del petrolio brianzolo, che qualche mese fa ha pulito serbatoi e scaricato nel Lambro i reflui. I suoi serbatori adesso sono lucenti e puliti, ma a che prezzo?

Fonte: Facebook © Roberto Paludetto

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