XIX domenica del tempo ordinario - Anno B

benedetto-xvi-corpus-domini-2008.jpgColletta
Dio onnipotente ed eterno,
che ci dai il privilegio di chiamarti Padre,
fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare
nell'eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
Guida, o Padre,
la tua Chiesa pellegrina nel mondo,
sostienila con la forza del cibo che non perisce,
perché perseverando nella fede di Cristo
giunga a contemplare la luce del tuo volto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

Prima lettura 
1Re 19,4-8
Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.
 

Dal primo libro dei Re

In quei giorni, Elia s'inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra.
Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò.
Tornò per la seconda volta l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve.
Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb.

Parola di Dio 
 

Salmo responsoriale 

Sal 33 
Gustate e vedete com'è buono il Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia. 
 

Seconda lettura 

Ef 4,30-5,2
Camminate nella carità come Cristo.
 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione.
Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.

Parola di Dio 


Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia. 


Vangelo 
Gv 6,41-51
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo"?».

Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».



Commento


La realtà divina ha scelto, e giustamente, di nascondersi e di non proclamarsi in maniera sfolgorante, eclatante, sorprendente.
C'è una sapienza in questo.
Dio che si fa realmente prossimo agli uomini in Gesù. Non diciamo si è fatto ma si "fa prossimo" perché Egli ora, anche in situazione di assoluta disperazione, smarrimento, dramma, peccato, miseria e solitudine è presente in maniera velata ma sicura.

Siamo noi, che abbiamo il dono della fede, chiamati a rendere viva la velata presenza di Cristo, dentro e fuori di noi. Tuttavia nessuno porta se non ciò che ha già "provato" nel suo cuore e nella sua carne.

Per questo il limite, talvolta insopportabile, della sofferenza diventa una scuola di umiltà per tutti e di verifica della nostra fede.
"Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre.."(Gv6,44). La fede non è un esercizio della mente o una serie di pratiche, la fede è cuore di bambino amoroso, è nudità che coglie Gesù nudo che si dona.
 
Ognuno, nelle varie fasi della vita, deve scoprire come - andare oltre se' - per scoprire realmente chi si è nella sincerità disarmante della croce.
Solo chi entra nella logica esistenziale (e non meramente mentale) del Pane di Vita che si presenta nell'apparenza del pane e del vino comprende "il modo" per andare oltre il limite dei sensi e della storia e mettere sull'altro piatto della bilancia della vita, in ogni situazione, il "peso" dell'eternità.
L'intelletto se illuminato dalla Sapienza e dalla Scienza dello Spirito può aiutare, ma non la curiosità che rimane nozione e non diventa cultura.
Ecco perché l'adorazione rimane uno dei veicoli privilegiati per sopire l'uomo vecchio.
L'adorazione non solo è un atto dovuto a Cristo eucarestia ma un regalo che Egli ci fa per disarmare, convertire l'uomo vecchio e "gustare e vedere com'è buono il Signore" (Sl. 33)
Questa realtà cambia la realtà. La tua realtà. 
Questa misura colma ogni misura.
Questa presenza, il Pane di Vita, colma ogni vuoto.

Nella semplice Ostia di Pane c'è Dio che si dona interamente...
qui c'è la scuola del dono, nel "perdere tempo" davanti a Lui.
Ciò che non "rattrista lo Spirito" è proprio restituire il tempo a Cristo nell'adorazione.
Così hanno fatto i santi, così ha fatto Santo Francesco, così ha fatto il Santo Curato d'Ars ricordato in questi giorni.

Francesca


Segue meditazione e commento a cura del Monastero Sacro Cuore

pdfXIX_Dom_TO-anno-B.pdf

docAnno_B_XIX_Dom_TO.doc

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.