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sant'Antonio di PadovaPredicatore e confessore instancabile, Sant’Antonio ha coniugato vita apostolica e periodi di ritiro nella solitudine, come amore verso il prossimo e amore verso Dio. La sua memoria ricorre il 13 giugno. E’ rappresentato con un giglio in mano e con in braccio Gesù Bambino.  (Vaticannews.va)



Il periodo trentennale (1190-1220), in cui Fernando di Martino de’ Buglioni visse, in Portogallo, coincide con il periodo a cavallo tra la fine del secolo XI e la prima parte del XII secolo. È uno spazio di tempo in cui l’intera Europa vive dei profondi cambiamenti sociali e culturali, storici e religiosi, economici e politici. Basti pensare: alla nascita dei Comuni e delle società urbane; alla trasformazione della produzione agricola; allo sviluppo del commercio specialmente via mare; alla nascente borghesia con la costituzione di notai e avvocati, che si aggiungevano alle già presenti classi dei cavalieri, dei nobili e del clero.

In questo periodo, anche l’istituzione della Chiesa vive profondi cambiamenti di rinnovamento spirituale, culturale e artistico. Ne sono un esempio: il richiamo alle origini della fede evangelica; la costruzione di “cattedrali” di gotico stile, attorno alle quali gravitavano le diverse attività sociali; il fenomeno tanto discusso delle crociate, per la conquista dei luoghi Santi; la coincidenza di grandi Papi, come Innocenzo III e Gregorio IX, sia per la difesa del potere della Chiesa e sia per l’attuazione della grande riforma ab imis della cristianità, come mostrano la nascita di ordini sia contemplativi, come i cistercensi, sia apostolici, come i Canonici regolari di Sant’Agostino, e, in particolare, gli Ordini Mendicanti dei domenicani e dei francescani.

LA VITA

La tradizione e alcune antiche fonti vogliano che i coniugi Martino de’ Buglioni e Maria Taveira, nella città di Lisbona, il 15 agosto del 1190, diedero alla luce il loro primogenito, cui al fonte battesimale posero nome Fernando. Nome di origine germanica, che etimologicamente significa “audace, coraggioso nella pace”. Della sua infanzia non si conosce nulla di certo. Come data di nascita viene riportata l’anno 1195; tuttavia, per ragioni indirette, ossia per la ratio studiorum del tempo, e per l’età canonica richiesta per ricevere l’ordine sacro, fissata intorno ai 30 anni dal diritto canonico dell’epoca, dev’essere anticipata almeno al 1190. Poiché la residenza della nobile famiglia era nei pressi della cattedrale di Lisbona, è logico pensare che abbia avuto la prima formazione culturale e spirituale dai Canonici della stessa cattedrale; e abbia seguito anche la carriera delle armi, secondo la tradizione della famiglia e della nobiltà del tempo
Difficile precisare l’occasione che abbia orientato il giovane Fernando alla scelta della vita religiosa. Nelle allegre comitive giovanili, si possono trovare compagni predisposti sia alla vita religiosa che a quella delle armi, come anche si possono sperimentare situazioni di mediocrità morale, di superficialità e di corruzione sociale; di facili amori e amorose delusioni. Tutti elementi che hanno potuto orientare Fernando, alla sua maggiore età dei 18 anni, a fare qualche scelta di esperienza personale. Come di fatto, è avvenuto tra i Canonici Regolari di Sant’Agostino, e così entrò nel monastero di San Vincenzo di Fuori, ossia ubicato fuori le mura della sua città nativa.

Tra gli agostiniani
A San Vicenzo di Fuori dimorò per circa due anni, come prova esperienziale della nuova scelta di vita, dedicata alla preghiera, allo studio e al ministero apostolico. Infastidito, però, dalle continue visite degli amici, con i quali più nulla aveva a che spartire, chiese e ottenne di trasferirsi altrove, sempre all’interno dell’Ordine, per completare la sua formazione al sacerdozio. Fernando affrontò così il suo primo grande viaggio, di circa 230 chilometri, quanti separavano Lisbona dal grande convento di Santa Cruz, in Coimbra, allora capitale del Portogallo. Il nuovo ambiente religioso era formato da una numerosa comunità di circa 70 religiosi. Il corso di studi durava almeno 8 anni. E sono stati gli anni più importanti e delicati per la formazione intellettuale e spirituale di Fernando, il quale, poteva fare affidamento non solo su valenti maestri, ma anche su una ricca e aggiornata biblioteca conventuale.
Fernando si dedicò completamente allo studio delle scienze umane, teologiche e bibliche. Impegno che gli servì anche per estraniarsi dalle tante e difficili tensioni, che attraversava la comunità religiosa. Gli anni trascorsi a Coimbra lasciarono una profonda traccia nella sua personalità, che, già per indole, era incline alla solitudine e al silenzio interiore. Per libera scelta, divenne un uomo privo di ambizioni sociali e restio a ogni ostentazione ed esibizione di sé e delle sue doti: diffidente delle polemiche e indifferente alle esteriorità di qualunque tipo. Dagli studi di Coimbra, uscì un uomo maturo ed esperto in ogni campo dello scibile umano e teologico, sostanziato di Bibbia e di tradizione patristica. (Santiebeati.it)