
"tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa" (Mt. 16,18)
"Per capire l'azione e insieme la bellezza della narrazione del Vangelo, bisogna considerare il suo sfondo geografico. Cesarea di Filippo si estendeva ai piedi del monte Ermon. Una delle grotte era dedicata al dio Pan e alle ninfe. Sulla sommità di una rupe, Erode aveva fatto costruire un tempio in onore di Cesare Augusto, mentre Filippo, suo figlio, aveva ingrandito questa località dandole il nome di Cesarea. Venerare un idolo e un uomo dagli Ebrei era considerato un'opera satanica, e perciò la grotta era considerata l'ingresso del regno di Satana: l'inferno. Ci si aspettava che, un giorno o l'altro, gli abissi infernali scuotessero questa rupe e inghiottissero il tempio sacrilego. In questo luogo spaventoso, si svolse un dialogo fra Gesù, il Figlio del Dio vivente, e Simone, il figlio di Giona. Gesù parla di un'altra pietra sulla quale edificherà un altro tempio, la Chiesa di Dio. Nessuna potenza infernale potrà mai prevalere su di essa. Simone, in quanto responsabile e guardiano, ne riceve le chiavi, e così il potere di legare e di sciogliere, cioè l'autorità dell'insegnamento e il governo della Chiesa. Grazie a ciò, Simone ne è diventato la pietra visibile, che assicura alla Chiesa ordine, unità e forza. La Chiesa non potrà essere vinta né da Satana né dalla morte, poiché Cristo vive ed opera in essa. Ogni papa è il Pietro della propria epoca." (da http://www.lachiesa.it/liturgia )
Dunque con la Parola di Gesù, parola creatrice e ri-creatrice, si crea il legame nuovo tra Cielo e terra, sancito nella persona di Gesù stesso, vero Dio e vero uomo, legame proseguito per "mandato efficace" in Pietro.
Infatti ogni papa non solo è Pietro ma è il segno, l'alter Christus, oggettivo e reale, al di la dei propri personali limiti, difetti e peccati, della sintesi ineludibile dell'incarnazione.
Certamente non esaurisce questa sintesi e l'orizzonte della grazia di Cristo ma la sancisce come punto di continuità ineludibile con Cristo Gesù stesso.
Occorre dunque guardare al papa con occhi di fede e non con occhi della carne.
Gli occhi della carne, cioè intrisi di carnalità, gelosia, disordine, impurità, superbia, relativismo, sono incapaci di guardare questa realtà che è reale e presente in ogni "papa e Pietro" da Pietro a papa Leone XIV.
Pertanto ogni volta che si dissocia questa continuità, questa realtà, non solo si compie peccato ma ci si inquina l'occhio e non si incontra Cristo e, paradossalmente, si sta mancando di fede.
Grottesco come i propagatori della "sola fede" siano stati senza fede.
Non senza fede nel papa o nella struttura gerarchica della Chiesa ma senza fede in Cristo Gesù unico mediatore del Padre, potenza di Dio e sapienza di Dio. Unico Signore e Salvatore.
Eppure è così. È il grando inganno che satana, il perdente e il manipolatore, compie nel cuore dell'uomo: staccarlo da Pietro e quindi da Cristo.
La solennità di oggi, dunque ci ricorda sia questa realtà fondante sia la realtà che però attraversa ogni battezzato che, come San Paolo, è chiamato anche lui ad essere, nella propria misura e nell'ordine della grazia, un alter Christus.
Ogni battezzato è chiamato a sancire questo legame con Cristo per Pietro e, ogni battezzato, è chiamato a difendere, in maniera opportuna e inopportuna, questa verità: solo Cristo è Signore, Salvatore e Mediatore tra l'umanità e il Padre; solo la Chiesa ti fa incontrare Cristo e/o ti conferma nella fede.
Al di fuori non c'è salvezza.
Solo la Chiesa, la Chiesa Cattolica, ti fa incontrare compiutamente e perfettamente il volto del Padre in Cristo.
Poiché questo legame con Pietro ti è fondamentale e indispensabile e ti viene chiesto, nello Spirito Santo, di non spezzarlo mai né in te, né nei fratelli e di difenderlo con la Passione e l'amore di Paolo.
Questa apologetica fondante ti valga più di ogni opera spirituale e di ogni penitenza, di ogni "stato di necessità" o di ogni tua intuizione nello Spirito (ammesso che tale intuizione venga realmente dallo Spirito). Perché ogni dono è compreso all'interno e a servizio del dono della unità comunionale nella Chiesa, per la Chiesa e con la Chiesa.
Non deviare né da un lato né dall'altro, ma fissa lo sguardo su Cristo per Pietro e con la passione di Paolo, stando come una stele piantata, che ama visceralmente Cristo Gesù, nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa; come Maria.
Paul Freeman