
Paul Freeman
Papa Leone XIV ai giornalisti a Castel Gandolfo: «Stiamo considerando ancora di fare un altro appello, a dire: “Non fate questo, cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa”. Ma è la loro scelta. Bisogna rendersi conto di ciò che significa per loro e per la Chiesa. Certamente la divisione tra i cristiani è sempre un punto doloroso, però loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II. Se fanno quella scelta, mi dispiace, però noi dobbiamo andare avanti» (Vatican News 16 giugno 2026).
Che la crescita teologica, in una retta autocoscienza nello Spirito Santo, ci sia sempre, nella Semper Reformanda, è indubbio. Tuttavia, come rilevato dalle parole del Pontefice riportate ad incipit e rilanciate da Vatican News, c’è un problema di ostinazione e di pre-scisma teologico già avviato dalla Fraternità e da chi la guida: «“Non fate questo, cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa”. Ma è la loro scelta. Bisogna rendersi conto di ciò che significa per loro e per la Chiesa. Certamente la divisione tra i cristiani è sempre un punto doloroso, però loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II. Se fanno quella scelta, mi dispiace, però noi dobbiamo andare avanti».
Il procedimento canonico e gli effetti immediati sono l’effetto di una scelta “teologica” chiara fatta prima dalla Fraternità San Pio X, che, “settariamente”, pone la medesima Fraternità in una condizione di primato oltre il primato.
Chi di fatto sceglie questo, e lo afferma con un atto sostanziale e formale, è, di fatto, non più cattolico e contraddice persino le sue dichiarazioni di cattolicità (fede cattolica in tutta la sua purezza e integrità), in una forma ideologica da cortocircuito. E così, paradossalmente, si cade nel soggettivismo modernista che si desidera debellare.
Ingannare spiritualmente con l’avallo della spiritualità è un capolavoro del nemico.
Parafrasando C.S. Lewis ne "Il cristianesimo così com’è", potremmo affermare:
«Il diavolo se la ride che tu possa essere spirituale, tradizionale, Chiesa di sempre, vivere la fede cattolica in tutta la sua purezza e integrità, compiere grandi opere, dare il tuo corpo per essere bruciato, se poi cadi nel tranello della superbia del primato oltre il primato. Egli, da buon opportunista, anzi da opportunista professionista, nemico dell’uomo e nemico di Dio, è ben lieto che tu possa guarire dal raffreddore o dall’emicrania, e sembrare in salute, purché tu possa avere il cancro».
E questo cancro è la superbia: un cancro, un patinatissimo cancro, un male antico e ben nascosto.
Poiché i cuori vengono giudicati da Dio, noi possiamo solo pregare e digiunare. E, vedendo il male compiuto, comprendere cosa non va mai fatto, neanche con buonissime intenzioni.
Le buone intenzioni, infatti, non salvano né le correnti moderniste e progressiste, né le correnti tradizionaliste, ma evidenziano un avvitamento del soggetto o dei soggetti, delle fazioni o dei gruppi, nel proprio luccicante vitello d’oro ideologico e, cosa drammatica, tentano in ogni modo di lacerare la Tunica di Cristo, già denudato e crocifisso per noi.
Chi potrà quantificare un tale dolore e un tale dileggio?
vd anche
Lettera del Santo Padre al Rev.do Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X