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mensa moscaMOSCA, 21. Più di duecento strutture fra centri di ascolto, riabilitazione e socializzazione, ambulatori e gruppi di auto-aiuto e supporto motivazionale; 84 milioni di rubli spesi per la realizzazione dei relativi progetti, 46 e mezzo dei quali ottenuti grazie a premi e sovvenzioni statali o non governative.
Sono i principali numeri dell’attività svolta dalla Chiesa ortodossa russa per il recupero delle vittime della droga, grazie soprattutto al Fondo di beneficenza «San Giovanni di K ro n štadt», di cui, nei giorni scorsi a Mosca, è stato ricordato il sesto anniversario di istituzione. Nel convento delle Sante Marta e Maria il vescovo di Orekhovo-Zuevo, Panteleimon, presidente del Dipartimento sinodale per le opere di beneficenza e gli affari sociali del patriarcato di Mosca, ha celebrato la divina liturgia assieme al vescovo di Kamensk e Alapayevsk, Metodio, direttore del Centro di coordinamento per la lotta alla tossicodipendenza nonché presidente del consiglio di amministrazione del fondo di beneficenza. Panteleimon ha invitato i preti, in ogni diocesi, a conoscere il centro ecclesiastico di riabilitazione più vicino dove indirizzare il tossicomane che chiede aiuto e ad attivarsi per offrire una qualche forma di supporto ai familiari. Dal canto suo Metodio ha sottolineato che uno dei principali problemi da superare è lo “stigma” affibbiato ai tossicodipendenti, percepiti come criminali: «C’è la tendenza a volerli punire più che ad aiutarli, curarli, salvarli. Bisogna raccontarne le storie per capire». In tanti, in questo percorso di riabilitazione, imparano a rispettare le regole della vita monastica, incontrano o riscoprono la fede. Dal 2000 in poi le opere di carità sotto la guida di Panteleimon hanno avuto una grande espansione: è nato, a esempio, un servizio di volontariato che coinvolge circa millecinquecento persone. Il vescovo, come responsabile del servizio di sostegno «Miloserdie» (Carità), ha organizzato decine di progetti solo a Mosca; tra essi case per madri, rifugi per anziani invalidi soli, orfanotrofi, un servizio infermieristico per bambini, varie iniziative per assistere i senzatetto. Successivamente, in qualità di coordinatore delle attività sociali della Chiesa ortodossa russa, Panteleimon ha condotto le opere di assistenza durante i grandi incendi forestali dell’estate 2010 e le devastanti alluvioni nella regione di Krymsk nel 2012.

© Osservatore Romano - 22 agosto 2017