Fede e Religiosità
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"Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che Egli cioè doveva risuscitare dai morti" (Gv. 20,9)
Averlo conosciuto non basta
Appare veramente inusuale e difficile da capire. I suoi, gli apostoli, così intimi con Lui, in modo particolare Pietro e Giovanni hanno vissuto con Lui per quasi tre anni. Lo hanno ascoltato; hanno condiviso tanti momenti quotidiani, le fatiche dell'apostolato, gli insuccessi e i successi. Hanno mangiato con Lui, respirato con Lui; hanno fatto un bagno di grazia straordinario.. eppure ancora non avevano compreso il significato profondo del Suo donarsi fino alla fine.. hanno avuto bisogno del segno inequivocabile della Sua Resurrezione per poter credere.
Non dobbiamo stupirci se anche noi abbiamo spesso una fede così fragile carica più di religiosità che di esperienza vivificante. Potremmo conoscere tutto della Scrittura e del Magistero della Chiesa eppure.. in definitiva non aver ancora compreso nel profondo della nostra persona che "Egli è veramente Risorto".
Tutte le miserie e le difficoltà della nostra storia personale e anche di quelle della Chiesa nella storia dipendono da non aver ancora compreso fino in fondo il "fatto" della Resurrezione.