Non domandare alla luce, ma al fuoco
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Meditazione di apertura della Sessione Plenaria
del Dicastero per la Dottrina della Fede
27 gennaio 2026
Negli ultimi tempi, nella preghiera, ho sentito un forte invito all’umiltà intellettuale, ricordando quelle antiche parole: “Ubi umilitas ibi sapientia”. Vorrei incominciare il nostro incontro, in questo contesto di preghiera, con un invito proprio a quell’umiltà intellettuale.
Dio ha donato all’essere umano la capacità del pensiero, la quale ha una portata universale: si può pensare il mondo, la storia, le origini, si può persino pensare Dio. Tuttavia, questa capacità universale del pensiero non significa che le persone umane abbiano una capacità di esaustività, di percezione integrale della realtà. Anche con l’aiuto delle tecnologie più potenti immaginabili, è impossibile per una mente umana essere consapevole della realtà nella sua totalità e in ogni suo aspetto. Questo è possibile solo per Dio.
Il problema è che, per questo motivo, non possiamo avere una comprensione integrale nemmeno di una piccola parte di questo mondo, perché quella medesima parte può essere pienamente compresa solo alla luce della totalità in cui è integrata: tutto è connesso.
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