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Istanbul, 15. In Turchia, dopo l'Anno paolino - concluso solennemente il 29 giugno scorso con una concelebrazione eucaristica presieduta, nella chiesa di San Paolo a Tarso, dal cardinale Jean-Louis Tauran, inviato speciale del Papa - si aprono nuove, incoraggianti prospettive per il dialogo ecumenico e interreligioso: lo ha detto all'agenzia Fides padre Rubén Tierrablanca, presidente dell'Union des religieux et des religieuses de Turquie (Urt) e superiore della Fraternità internazionale francescana di Istanbul, che parla di "anno di grazia" nel quale la comunità cattolica turca ha "vissuto diversi momenti di intenso rinnovamento della fede".
Una delle convinzioni "che abbiamo confermato quest'anno in cui l'apostolo Paolo ci è maestro" - afferma padre Tierrablanca - è l'apertura a un mondo multireligioso e multiculturale. "Dobbiamo ancora imparare a vivere la nostra fede - ha aggiunto - in apertura a coloro che non sono dei nostri, in fedeltà a Cristo, ma ugualmente in fedeltà all'uomo. Annunciare Cristo e testimoniarlo con la vita è nostro compito, ma senza pretese di gonfiare statistiche: Paolo ha piantato, Paolo ha irrigato, ma è Dio che fa crescere".
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