Religione e politica negli Stati Uniti
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di Giulia Galeotti
Negli Stati Uniti è complesso il rapporto tra politica e religione. Con gli anni, Dio è arrivato ovunque: dalle banconote (In God we trust), alle chiose finali dei discorsi presidenziali (God bless America), dal giuramento alla bandiera (One Nation under God) introdotto nel 1954 in piena guerra fredda, a quello di insediamento (So help me God), tradizione divenuta prassi a partire da Roosevelt nel 1933. Eppure la libertà religiosa è un dogma incontestato dell'illuminismo americano, ribadito formalmente già dal terzo presidente: autore di una celebre traduzione del Nuovo Testamento - la cosiddetta Jefferson Bible - già prima di esser eletto, il colto Jefferson si batté per la libertà religiosa in Virginia. Sulla sua lapide a Monticello, volle essere ricordato per aver scritto la Dichiarazione d'indipendenza e lo Statuto della Virginia per la libertà religiosa (nonché per essere stato padre dell'Università della Virginia). Nessun accenno, invece, alla sua lunga presidenza.