A colloquio con il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici
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Avvenimenti ecclesiali, non festival pop o esibizioni trionfalistiche. È questo da venticinque anni, per il cardinale Stanislaw Rylko, lo spirito che anima le Giornate mondiali della gioventù (Gmg). "Al centro ci sono Cristo e la sua croce", non rockstar e valori effimeri: dunque un messaggio di speranza che dura per sempre, spiega il porporato polacco, che è stato a capo della sezione giovani, poi segretario e infine presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. E da questa lunga esperienza ha maturato un fermo convincimento: "Le Gmg non si possono ridurre ai soli momenti di festa. L'evento internazionale a cadenza fissa, costituisce lo stimolo, il momento della semina. Ma poi bisogna coltivare a livello locale quanto seminato".