Nel grande cantiere della pastorale battesimale
- Details
- Hits: 1324
ROMA, 13. Cantiere parrocchia. Quello che attende le comunità cristiane della capitale è simile al lavoro di «ristrutturazione» di una «casa antica» per «renderla abitabile» anche dagli inquilini di oggi. È l’immagine a cui è ricorso il cardinale vicario per la diocesi di Roma, Agostino Vallini, per spiegare la necessità di «aggiornare» l’attuale impianto della pastorale «in prospettiva più marcatamente missionaria». A partire dalla preparazione al Battesimo, la «prima tappa» dell’iniziazione cristiana. Proprio alla sottolineatura e alla riscoperta della «bellezza» di questo fondamentale sacramento è infatti dedicato l’annuale convegno diocesano apertosi, come noto, lunedì pomeriggio nella basilica di San Giovanni in Laterano con la Lectio divina di Benedetto XVI. I lavori si concludono oggi, mercoledì, sul territorio, con le assemblee nelle prefetture. Ieri sera, martedì, nella cattedrale, la seconda giornata, caratterizzata dalla relazione del cardinale vicario e dall’intervento di monsignor Andrea Lonardo, responsabile dell’ufficio catechistico diocesano, che ha presentato i contenuti del sussidio di pastorale battesimale che sarà disponibile da fine luglio. Il porporato, dopo avere rinnovato, a nome proprio e della diocesi, la «profonda gratitudine» al Pontifice, ha spiegato che obiettivo principale del convegno — ulteriore tappa di un percorso iniziato nel 2009 — è quello di superare l’attuale prassi pastorale che «per lo più non ha incorporato il Battesimo nei percorsi di iniziazione cristiana, che nel sentire comune si limitano solo alla prima Comunione e alla Cresima». Si tratta, ha chiarito, di «avviare una pastorale battesimale e soprattutto post-battesimale». Una necessità dettata in particolare dal mutato contesto sociale. Infatti, «la popolazione italiana in larga maggioranza continua a dichiararsi cattolica e guarda alla Chiesa come a un importante punto di riferimento identitario e morale; nondimeno cresce l’analfabetismo religioso e lo scollamento nel sentire di tante persone e famiglie che si dichiarano distanti dalle posizioni del magistero, soprattutto in campo etico-morale, rivendicando un’autonomia di giudizio e di orientamento personale, in una prospettiva di individualismo religioso, pur continuando a chiedere il Battesimo e gli altri sacramenti ». A ciò si aggiunga che Roma, soprattutto a motivo delle periodiche ondate migratorie (in sessant’anni ha acquistato più di un milione di abitanti) ha «perso un’identità collettiva», con le famiglie, soprattutto quelle più giovani, che «non hanno legami con la parrocchia e non si sentono attratte da essa». Si tratta, allora, di avviare «un percorso tutt’altro che scontato ed esposto a molti ostacoli; ma la stessa richiesta del Battesimo da parte dei genitori è la porta che si apre sulla possibilità di iniziare o perfezionare un itinerario di vita cristiana ». In questa prospettiva, secondo il cardinale vicario, occorre in primo luogo «far sentire ai genitori l’abbraccio accogliente della Chiesamadre del loro bambino e con lui di tutta la famiglia». Si tratta, in sostanza, di offrire ai genitori un «accompagnamento spirituale». Ciò «vale ancora di più — se così posso dire — per le coppie di fatto o quelle in situazioni irregolari, divorziatirisposati, che si avvicinano alla parrocchia proprio in occasione del Battesimo del loro figlio. La circostanza è provvidenziale per far nascere un rapporto di amicizia con il parroco e i catechisti e far sentire — come ha detto il Papa recentemente a Milano — “che la Chiesa le ama”». La «sfida vera» è dunque quella di approntare una pastorale post-battesimale per le famiglie. In questa ottica andranno formati i catechisti. Per loro è stata già fissata al 27 ottobre una speciale giornata di riflessione.© Osservatore romano - 14 giugno 2012