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Gesù non è un eroe solitario venuto dal cielo per salvarci, ma è il punto centrale e il fine ultimo della storia che Dio ha iniziato con il suo popolo. Per questo il cristiano dev’essere sempre un uomo eucaristico che cammina tra memoria e speranza, mai una monade solitaria. Se infatti non si cammina con il popolo, se non si appartiene alla Chiesa, la fede è solo una cosa artificiale da laboratorio. Lo ha detto Papa Francesco nella messa celebrata giovedì 15 maggio nella cappella della Casa Santa Marta. «È curioso — ha fatto notare il Papa — che quando gli apostoli annunciano Gesù Cristo mai incominciano da Lui», dalla sua persona, «dicendo: Gesù Cristo è il salvatore!». No, gli apostoli iniziano invece la loro testimonianza partendo sempre «dalla storia del popolo». E lo vediamo oggi, ha fatto notare, nel brano degli Atti degli apostoli (13, 13-25) che racconta, appunto, la testimonianza di san Paolo ad Antiochia in Pisìdia.
Read more: Tra memoria e speranza