Ecumenismo spirituale
- Details
- Hits: 2102
Interpellato in occasione della visita del Papa alla Basilica di San Paolo, il monaco benedettino britannico riconosce che al giorno d'oggi “le sfide, le minacce, le difficoltà per i cristiani sono aumentate” e auspica un “impegno particolare” nel “definire meglio ciò che significa cristiano in un mondo, specialmente nell'Occidente, ma anche in altre parti del mondo dove il cristianesimo non è ben capito”.
Tale impegno, osserva, è necessario per “proclamare il messaggio di Cristo”: “dobbiamo farlo insieme”, ha osservato.
L'abate ha confessato nella sala dalla quale è stato proclamato il Concilio Ecumenico Vaticano II che all'inizio, quando sentiva parlare di “ecumenismo spirituale”, pensava che si trattasse di una definizione “un po' pragmatica” che si proclamava “a causa della mancanza di progresso concreto nell'unità”. Era come se si fosse detto: “non è possibile una vera unità, facciamo un'unità spirituale”.
In seguito, tuttavia, si è compreso che “c'è un senso profondo della frase”, che secondo lui significa che “ciò che possiamo fare è cercare Cristo insieme”.
“Questo è primario ma più importante è che nessuna unione è possibile se tutti coloro che credono in Cristo non sono profondamente radicati nella vita di Cristo”.
“E questo è il punto essenziale di unità, il punto spirituale dunque significa cercare di sottolineare quel fatto e poi andare avanti insieme per trovare i modi concreti, pragmatici e quotidiani di vivere insieme”, ha aggiunto. Continua su ZENIT