Rifiuto delle terapie? Da malati si cambia idea
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di Lucia Bellaspiga
Testamento biologico, volontà di morire, rifiuto delle cure, rinuncia all'alimentazione artificiale (il sondino), eutanasia, diritto al suicidio assistito... Concetti in teoria ben saldi nella testa e nelle volontà di ciascuno, almeno finché siamo "sani" e quindi in grado di scegliere ciò che vogliamo succeda di noi qualora ci ammalassimo. In realtà concetti estremamente mutevoli, come dimostrano autorevoli studi: la scelta che si era espressa da sani non resta quasi mai la stessa dopo la malattia. In parole povere: "prima" si era sicuri di preferire la morte a una vita "minore" (mutilata nel corpo, dipendente da altri, legata ad alimentazione e idratazione forzata, disabile, in stato vegetativo, ecc.), "dopo" le priorità cambiano. Ciò che sembrava determinante o irrinunciabile da sani ora non lo è più, e chi in passato si era detto favorevole all'eutanasia, quando gli tocca decidere non più in teoria ma su se stesso sovente cambia idea.