Per un'equa rappresentanza nel Consiglio di Sicurezza
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Pubblichiamo la traduzione dell'intervento pronunciato il 13 novembre dall'arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, in occasione della 64ª sessione dell'Assemblea generale dell'Onu, davanti alla plenaria sull'item 119: "La questione dell'equa rappresentanza nel Consiglio di Sicurezza e dell'aumento dei suoi membri e temi correlati".
Presidente,
fra i temi della riforma del Consiglio di Sicurezza, la mia delegazione desidera concentrarsi in particolare sulla questione del diritto di veto.
A proposito del diritto di veto sono state espresse molte posizioni e opinioni valide e chiare. Tuttavia, in questa fase dei negoziati intergovernativi, l'abolizione del veto sembra essere la via meno percorribile. Quindi, la sua riforma è più appropriata e realistica.
L'esperienza insegna che ci sono buoni motivi per promuovere la posizione a favore della riforma del veto allo scopo di limitare il suo esercizio. In così tante occasioni della storia il suo esercizio ha rallentato e addirittura ostacolato la soluzione di questioni cruciali per la pace e la sicurezza internazionali, permettendo in tal modo il perpetrarsi di violazioni della libertà e della dignità umane. Troppo spesso è la mancanza di intervento a causare il danno vero.
La riforma del veto è tanto più necessaria in un momento in cui sperimentiamo l'ovvio paradosso di un consenso multilaterale che continua a essere in pericolo perché è ancora subordinato alle decisioni di pochi, mentre i problemi del mondo esigono interventi sotto forma di azione collettiva da parte della comunità internazionale.
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