Per un'educazione integrale della persona umana
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Pubblichiamo la traduzione dell'intervento pronunciato il 12 ottobre da monsignor Francesco Follo, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco), alla Commissione per l'Educazione della 35ª sessione della Conferenza generale dell'Unesco.
Signor Presidente,
Eccellenze,
In questo momento cruciale per la vita di milioni di esseri umani resi fragili dalla crisi finanziaria, economica e sociale che riguarda oggi il mondo intero, non ci si può che rallegrare nel vedere la fedeltà dell'Unesco alla sua intuizione fondatrice e il suo desiderio di partecipare con maggiore efficacia all'umanizzazione di ogni essere umano e all'educazione dei più poveri. Il mezzo scelto oggi è quello di salvaguardare e di aumentare il budget dell'Unesco destinato all'educazione, in particolare il programma "Educazione per tutti".
Dobbiamo tuttavia accontentarci nel quadro dell'Unesco di definire priorità, sebbene degne di lode, come quelle dedicate all'Africa e alla promozione delle donne? Se l'Unesco vuole poter favorire l'universalità e l'effettività delle norme etiche concernenti lo sviluppo di tutti attraverso l'educazione, e in particolare dei più bisognosi, occorre, come in altri dibattiti, che osi avviare una riflessione fondamentale sull'esigenza universale del rispetto dell'essere umano e sul tipo di educazione per tutti che ciò presuppone. Di fatto il punto debole del moltiplicarsi delle priorità definite attualmente è di ridurre il problema filosofico ed etico dell'educazione e dello sviluppo umano a questioni puramente tecniche. Solo una riflessione fondamentale su "l'educazione integrale" e sull'antropologia che tale educazione presuppone dovrebbe condurci a definire ciò che è effettivamente umanizzante per tutta l'umanità e in particolare per i più poveri e per le donne.