La Chiesa per i diritti dei migranti in America
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Washington, 14. Un nuovo appello al Governo degli Stati Uniti per assicurare il varo di un riforma legislativa sull'immigrazione giusta e comprensiva è stato lanciato nel corso della quarta Consultazione regionale delle Conferenze episcopali delle Americhe, svoltasi a Washington. Alla riunione, oltre all'arcivescovo presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Antonio Maria Vegliò, erano presenti arcivescovi e vescovi in rappresentanza degli episcopati di Stati Uniti, Canada, Messico, Haiti, Honduras, Panamá, Repubblica Dominicana, Guatemala, Costa Rica, Nicaragua.
Alla voce dei presuli, intanto, si sono uniti gli appelli dei gesuiti e dei rappresentanti delle nove maggiori comunità evangeliche negli Stati Uniti. In un appello inviato al presidente Barack Obama e ai membri del Congresso, i gesuiti chiedono "che venga individuato un percorso di legalizzazione per dodici milioni di persone immigrate prive ancora dello status". Inoltre, si auspica l'istituzione di strutture di assistenza per garantire posti di lavoro e interventi per favorire i ricongiungimenti familiari. Richieste simili sono state avanzate dalle comunità evangeliche. Peraltro, fino al 28 luglio, i membri dell'Interfaith Immigration Coalition - che include cristiani, ebrei, musulmani e organizzazioni come Pax Christi e Network - saranno impegnati a sensibilizzare le comunità sui rischi della controversa legge "SB1070", siglata lo scorso 23 aprile e che entrerà in vigore, entro luglio, nello Stato dell'Arizona, considerata eccessivamente repressiva.
In un documento, pubblicato al termine dell'incontro a Washington, i presuli hanno dunque esortato le nazioni dell'emisfero americano, in particolare gli Stati Uniti, a garantire "un giusto e umano trattamento dei migranti". A tale riguardo, nella nota, si esprime solidarietà a Papa Benedetto XVI che, in occasione dell'ultima plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ha chiesto alle nazioni di rendere praticabili "occasioni di ingresso nella legalità, favorendo il giusto diritto al ricongiungimento familiare, all'asilo e al rifugio, compensando le necessarie misure restrittive e contrastando il deprecabile traffico di persone". L'arcivescovo Vegliò, riferendosi soprattutto alla situazione degli Stati Uniti - dove vivono circa trentotto milioni di immigrati, di cui dodici almeno sono irregolari - ha fatto appello alle autorità perché "abbiano la volontà politica di affrontare umanamente l'immigrazione irregolare". Al Congresso degli Stati Uniti è stata presentata, ad aprile, una proposta che traccia le linee guida per una riforma del sistema dell'immigrazione - accolta dall'episcopato locale come "un importante primo passo" - che contiene alcuni punti, per esempio quelli concernenti le misure restrittive, che per la Chiesa, tuttavia, andrebbero ulteriormente discussi.