Per affrontare i momenti più difficili
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MADRID, 14. "Lotta contro l'esclusione sociale, specialmente dei giovani e dei minori; immigrazione; cooperazione internazionale; tassazione": sviluppate in queste quattro aree particolari, la Compagnia di Gesù in Spagna ha presentato sette proposte basilari per una nuova visione del sociale. Lo ha fatto con un documento intitolato "Crisi prolungata, solidarietà rafforzata", presentato, nei giorni scorsi, dall'ufficio per l'apostolato sociale. Nel testo si affronta il tema della crisi economica e finanziaria anche in vista delle elezioni legislative nel Paese, fissate per il 20 novembre. "Il documento - si legge - è frutto della vicinanza alle persone povere ed agli esclusi" e "dell'esperienza della presenza di Dio, consolatrice e portatrice di speranza in tutte le cose" perché "anche nei momenti di desolazione, è possibile una parola di speranza ed un impegno per la giustizia". Il documento, viene anche sottolineato, si basa sulla dottrina sociale della Chiesa, che può costituire "un punto di riferimento per la necessaria revisione delle politiche".L'auspicio, scrivono i gesuiti spagnoli, è che tali proposte "contribuiscano a generare un dibattito fruttuoso". Al primo punto, i religiosi indicano la necessità di "un patto per l'inclusione sociale", che guardi ai problemi impellenti come le pensioni, l'educazione, la sanità, le politiche familiari, l'integrazione dei migranti, il superamento delle discriminazioni, la cooperazione internazionale e la lotta alla disoccupazione. In questa prospettiva, i gesuiti chiedono il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, a tutti i livelli. "Dall'amministrazione dello Stato - sottolineano - alla cittadinanza, dal terzo settore ai movimenti associativi, dalla Chiesa cattolica e dalle altre confessioni religiose, ai mezzi di comunicazione di massa", perché "il superamento della povertà e dell'esclusione sociale costituiscono la grande sfida dei nostri tempi".
Il secondo punto del documento riflette, invece, sul bisogno di un welfare "ampio, stabile, rinnovato e valido". Per questo è necessario rivendicare "il ruolo della società civile e della cittadinanza nel creare un tessuto solidale robusto" ed "il ruolo imprescindibile dello Stato nella distribuzione dei beni e nella creazione di una maggiore giustizia". In concreto, quindi, i gesuiti desiderano che venga mantenuto "il finanziamento pubblico dei progetti solidali degli enti sociali" e che si innalzi la percentuale di spesa destinata alla tutela sociale, portandola dal 22 al 27 per cento del Prodotto interno lordo (Pil). In terzo luogo, la Compagnia di Gesù in Spagna auspica una politica di immigrazione "che miri ad una società integrata ed integratrice, che promuova lo scambio culturale e che garantisca il reale ed effettivo rispetto dei diritti e della dignità umana". Il che implica assicurare ai migranti "l'accesso all'educazione, alla sanità, ai servizi sociali", facilitando anche "i ricongiungimenti familiari". Al quarto punto, il documento dell'apostolato sociale pone "la modernizzazione e il miglioramento del sistema di cooperazione internazionale per lo sviluppo", sottolineando l'importanza della giusta "gestione delle risorse disponibili" e di "un volume stabile di spesa pubblica per la politica di cooperazione". Si avanza, come quinta richiesta, l'idea di "una politica fiscale più giusta, che permetta di migliorare l'equilibrio tra stabilità, efficienza e giustizia".
"Difendiamo - si sottolinea - un sistema di tassazione progressiva che ottimizzi la coesione sociale e risponda alla crisi partendo dalla solidarietà". E ancora, al penultimo punto i gesuiti auspicano "una migliore governance delle politiche sociali", garantite in "flessibilità, partecipazione, coordinamento e trasparenza", sia a livello nazionale che regionale ed autonomo, perché "è necessario che la società civile partecipi attivamente a tale progetto, oltre che nella messa in pratica, anche nella valutazione delle politiche sociali stesse".
Infine, nel documento si chiede "il recupero della persona come soggetto dello sviluppo e dell'attenzione sociale". "Attraverso i programmi e le politiche sociali - viene sottolineato - si devono potenziare le capacità delle persone bisognose, favorendone il rafforzamento, ascoltandone la voce, le attese di giustizia e di speranza, ed investendo le risorse necessarie per ridurre la loro vulnerabilità".
(©L'Osservatore Romano 14-15 novembre 2011)