Un'agorà di grande civiltà
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Un’iniziativa che “ha reso possibile un confronto di altissimo profilo tra rilevanti rappresentanti della politica italiana, seduti attorno a un tavolo per una riflessione equilibrata, serena e pacata su un dibattito di grande attualità bioetica e politica”. A tracciare un “bilancio molto positivo” sull’VIII Congresso nazionale di “Scienza & Vita” – svoltosi ieri, 18 novembre, e caratterizzato dalla prolusione del card. Angelo Bagnasco, (clicca qui) presidente della Cei, seguita da una tavola rotonda a cui hanno partecipato gli onorevoli Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini - è stato il copresidente nazionale, Lucio Romano, concludendo il decimo incontro delle associazioni locali di “Scienza & Vita”, tenutosi oggi, 19 novembre, sul tema del Manifesto fondativo dell’associazione: “Scienza e cura della vita: educazione alla democrazia” (www.scienzaevita.org). “E’ stata un’agorà di grande civiltà – ha dichiarato Romano al SIR – dove tutti hanno potuto esprimere liberamente il proprio pensiero, nella fiducia di ulteriori possibilità di incontro”. Quella di “Scienza & Vita”, in altre parole, si è dimostrata “una testimonianza aperta al dialogo, al confronto, non temendo di affrontare il dialogo con la nobile politica, partendo da un’antropologia di riferimento e da valori eticamente irrinunciabili”. (clicca qui) L’azione “culturale e pre-politica” di “Scienza & Vita”, intanto, continua, ha assicurato il copresidente. Prossimo appuntamento nazionale, il Convegno del 4 e 5 maggio, sul tema: “Comunicare scienza, comunicare vita”, che sarà accompagnato da una serie di iniziative promosse dalle 104 associazioni locali, “ma il numero è in continua crescita”, ha reso noto Romano. E sono stati proprio i “protagonisti sul territorio” a raccontare le loro esperienze durante il Convegno a loro dedicato. Ne segnaliamo alcune. I colori e la porta del soffitto. “Bisogna riuscire ad andare oltre l’apparenza, perché quello che rimane, sempre e comunque, è la persona”. Ha scelto queste parole Roberto Benotti, del centro diurno per malati di Alzheimer di Varese, per illustrare il progetto portato avanti con la sezione locale di “Scienza & Vita”, della cui attività ha parlato Antonio Ercoli. “L’apparenza – ha spiegato Benotti – ci fa vedere solo quello che non c’è più, quello che si è perso: se invece si dà spazio alla persona malata, si vede che ha perso tanto, ma che ha ancora qualcosa, anzi ci sono capacità che, sbloccate proprio dal suo disorientamento, escono fuori”. Come la capacità di dipingere, al centro del “progetto della casa”. “I nostri ospiti – ha detto Benotti – avevano a disposizione una casa con sei pareti: le quattro mura, il pavimento e il soffitto, in cui hanno potuto dipingere i loro sogni. Hanno voluto una porta anche per il soffitto, l’hanno chiamata ‘la porta del Paradiso’. Quello che rimane, quando stai perdendo tutto, sono i colori: alle persone che noi crediamo incapaci di intendere e di volere, quello che rimane sono i colori, intensi, fortissimi”.
Per genitori e figli. Sant’Alessio è un piccolo paesino dell’Aspromonte. Anche lì c’è una sezione di “Scienza & Vita”. Gli ha dato voce Franco Cannizzaro, illustrando uno speciale progetto “alla portata dei giovani, che spesso trovano i temi di cui ci occupiamo incomprensibili, perché non c’è nessuno che gliene parla”. E’ nato così il documento “Educare la responsabilità e la democrazia”, che fornisce consigli utili non solo ai ragazzi, ma anche ai loro genitori, chiedendosi ad esempio “come prendere decisioni quotidiane quando non si riesce a mettersi d’accordo sulle soluzioni da prendere”. “Coniugare responsabilità sociale e responsabilità personale” è una delle indicazioni-chiave del sussidio educativo, che suggerisce “uno scambio reciproco di opinioni a partire dalla famiglia” e chiede, rispettivamente, ai genitori e ai giovani di “abbandonare il risponditore automatico” e di “passare da un controllo esterno ad un controllo interno” del proprio esercizio di responsabilità.
La parola ai giovani. Tommaso Rigoli ha vent’anni, sua madre è la presidente di “Scienza & Vita” di Castelfiorentino. Quando prende la parola, si capisce subito che non è stato “cooptato” dalla madre, ma anzi è mosso dalla voglia – carica di simpatia e scevra da qualsiasi arroganza – di prendersi un “suo” spazio, per parlare di lui e dei suoi coetanei che hanno voglia di impegnarsi, sul territorio, per l’”etica della vita”. “Non è bene che l’uomo sia solo”: i giovani di Castelfiorentino hanno scelto la Genesi per dare il titolo ad un documento, rivolto ai membri della loro generazione, in cui spiegano che “non è indispensabile l’assenza di altri per essere soli, basta vivere come se gli altri non ci fossero o non contassero”. Basta pensare a “parole- chiave” per la nostra società – ha fatto notare Tommaso – come “auto-realizzazione, auto-stima, auto-realizzazione”, tutte sintomo dell’”orizzonte illimitato del proprio io”. Ma i giovani non si rassegnano, “siamo ottimisti per natura, abbiamo la speranza che l’umanità possa sperimentare con gioia una cultura di solidarietà responsabile”, all’insegna della “reciprocità”. “Non ci può essere sopraffazione del forte sul debole, del sano sul malato, ognuno di noi deve essere messo in condizione di agire il più possibile ‘da eguali”. Tommaso declina così la sua idea di democrazia, e spiega: “Prendersi cura dell’altro vuol dire essere responsabili della democrazia, perché traduce il concetto di uguale dignità in buona pratica sociale”. Giovanni Paolo II chiedeva ai giovani di essere “sentinelle del mattino”: “Tocca a noi questo esercizio di vigilanza, perché questi sono i temi su cui si gioca il futuro dell’umanità”, ha concluso Tommaso.
© www.agensir.it - 19 novembre 2011