Etica nella politica umanità nell’economia
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In occasione della beatificazione di Giuseppe Toniolo che avrà luogo domenica 29 aprile nella basilica di San Paolo fuori le mura, Oreste Bazzichi, docente di sociologia alla Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura Seraphicum di Roma, dedica a quest’imp ortante figura del cattolicesimo sociale italiano una monografia a un tempo agile e chiara (Giuseppe Toniolo. Alle origini della dottrina sociale della Chiesa, Torino, Lindau, 2012, pagine, euro 16). L’autore riflette sulla grandezza e l’attualità di Toniolo e, oltre a ricostruirne le vicende biografiche riservando particolare attenzione al contesto in cui egli si trovò a vivere e operare, si concentra sugli aspetti più significativi del suo pensiero, sia politici sia economico-sociali. Ad arricchire il testo vi è un’app endice di scritti, testimonianza di una produzione intellettuale prolifica, ora raccolta nei venti volumi degli opera omnia. Nato a Treviso nel 1845, Toniolo si laureò in diritto a Padova nel 1867. Dopo essere stato per qualche tempo assistente di uno dei suoi maestri, l’economista Angelo Messedaglia, ottenne la libera docenza in Economia politica nell’ateneo padovano. Nel 1878, anno del suo matrimonio con Maria Schiratti da cui ebbe sette figli, fu nominato professore straordinario all’università di Modena, per poi essere trasferito nel febbraio dell’anno successivo a Pisa, dove rimase per circa un quarantennio. Morì nel 1918 e fu sepolto a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso. Nel 1971 è stato proclamato venerabile da Paolo VI e all’inizio dello scorso anno la Congregazione delle Cause dei Santi ha promulgato un decreto relativo a un miracolo attribuito alla sua intercessione. Interprete della svolta riformista incarnata dal pontificato di Leone XIII, Toniolo fu promotore e animatore attivissimo di iniziative volte ad incoraggiare la presenza dei cattolici nel mondo sociale, culturale ed economico, in un momento in cui essi erano esclusi dalla vita politica del Paese, in seguito al non expedit. Dall’Unione cattolica per gli studi sociali alla «Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie»; dalla Fuci, segno di un’illuminata apertura verso il mondo universitario e giovanile, all’Unione fra le donne cattoliche d’Italia; dalla Società cattolica italiana per gli studi scientifici, ritenuta da padre Agostino Gemelli il germe dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, alla sezione italiana dell’Asso ciation internationale pour la protection légale des travailleurs; dall’Unione popolare fra i cattolici italiani, nata dopo lo scioglimento dell’Opera dei congressi, all’organizzazione delle Settimane sociali nel 1907. Sino al progetto di dare vita a un Istituto cattolico di diritto internazionale della pace, tentativo tuttavia naufragato. Toniolo seppe sostenere con decisione la necessità di rilanciare un’alternativa cristiana di contro tanto all’individualismo liberale e liberista quanto al socialismo collettivista. Già nel 1873, durante la lezione inaugurale del corso tenuto a Padova, Dell’elemento etico quale fattore intrinseco delle leggi economiche, auspicava l’avvento di un’economia dal volto umano, fondata su valori etici e non esclusivamente sul perseguimento dell’utile. L’interesse per i temi economici, intessuto di riflessioni sociologiche e soprattutto storiche — come emerge anche dai suoi lavori sull’economia toscana e fiorentina medievale o sulle origini del capitalismo — non fu mai disgiunto da un’attenzione partecipe nei confronti della «questione sociale » e da un impegno in favore delle condizioni di vita e di lavoro delle classi disagiate, tanto delle campagne quanto delle città, vittime dello sfruttamento capitalista. Si pensi, solo per fare qualche esempio, al contributo per la fondazione delle casse rurali, alla proposta di cooperative agricole, a quella di una compartecipazione degli operai agli utili e alle gestione delle imprese o all’accento posto sull’associazionismo corporativo fondato sulle unioni professionali, che avrebbero dovuto difendere gli interessi sia economici sia morali dei lavoratori. Nel 1897 l’economista approfondì il concetto di «democrazia cristiana », già anticipato nel suo Programma dei cattolici di fronte al socialismo del 1894. Egli definì la democrazia cristiana un «ordinamento civile» in cui tutte le forze sociali, giuridiche ed economiche avrebbero dovuto collaborare, ognuna secondo le proprie possibilità, al raggiungimento del bene comune, a vantaggio delle «moltitudini ». Un’idea di democrazia di ispirazione etico-sociale, dunque, che non si identificava con nessuna particolare forma di governo, ma era imperniata su una visione organica e al tempo stesso gerarchica della società, oltre che sulla coscienza del dovere da parte delle diverse classi. In un momento difficile come quello attuale, la beatificazione di Toniolo giunge come un invito per riflettere ancora una volta sull’opera non solo di un intellettuale raffinato, aperto agli stimoli della cultura europea e sostenitore di un incontro proficuo tra fede e ragione, ma anche di un originale esempio di santità laicale.
© Osservatore Romano - 28 aprile 2012