Si cerca di rendere bello il male
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Leone Grotti«L’utilità delle “stanze del buco” è poca, se non nulla. Non servono, è solo l’ennesimo esempio della resa nei confronti del problema della droga e della riduzione del desiderio dei drogati, che avrebbero bisogno di ben altro». La giunta Pisapia sta raccogliendo cinquemila firme per cinque proposte, all’interno dell’iniziativa popolare MilanoRadicalmenteNuova, tra cui il registro delle unioni civili, per poi votarle in Consiglio comunale. Su una di queste proposte, l’apertura di tre “sale da iniezione” per drogati a Milano, Silvio Cattarina (nella foto) a tempi.it si esprime in modo molto netto. Psicologo e sociologo, fondatore e presidente della comunità di recupero di Pesaro per tossicodipendenti “L’Imprevisto”, Cattarina negli ultimi trent’anni ha avuto a che fare con oltre 800 ragazzi «pericolanti», come ama definirli. Pisapia vuole dare una «rete di protezione sanitaria» ai tossicodipendenti, da una parte, e salvaguardare «gli altri cittadini» dall’altra. Perché le “sale da iniezione” non servono?