Di fronte al mistero del male
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di GIULIA GALEOTTI
«Mostrò perdite di memoria in rapido aumento; non si orientava in casa sua; spostava oggetti da una parte all’altra; si nascondeva, a volte pensava che qualcuno volesse ucciderla e cominciava a urlare. (...) Era disorientata nel tempo e nello spazio». A chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la malattia che colpisce in Italia il 5 per cento delle persone con più di sessant’anni, per la quale notoriamente non esistono farmaci; con la malattia che terrorizza con il suo corrodere il cervello della persona, isolando lei e i suoi cari, questa descrizione suona dolorosamente familiare. Si tratta di un estratto della prima descrizione in assoluto firmata nel 1901 dal patologo e psichiatra tedesco Aloysius “Alois” Alzheimer (1864-1915).