No dell’Ue al “diritto all’aborto”
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BRUXELLES, 11. No del Parlamento europeo a norme comunitarie a sostegno dell’aborto. L’aula riunita a Strasburgo si è espressa in questo senso, ieri, approvando (con 334 sì e 327 no) un documento — elab orato dai membri del gruppo del Partito popolare europeo — nel quale si afferma che «la formulazione e l’applicazione delle politiche in materia di salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nonché in materia di educazione sessuale nelle scuole è di competenza degli Stati membri», e aggiungendo che «per quanto spetti agli Stati membri formulare e applicare politiche relative alla salute e all’istruzione, l’Unione europea può contribuire a promuovere le migliori pratiche fra gli Stati membri». L’approvazione di questo testo ha comportato automaticamente la decadenza di un altro testo proposto in precedenza dalla portoghese Edite Estrela del gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici, il quale sanciva in sostanza un “diritto all’ab orto” e pertanto chiedeva agli Stati membri di eliminare qualsiasi ostacolo all’interruzione di gravidanza, come ad esempio l’obiezione di coscienza. Tra l’altro, il documento chiedeva di «garantire che i professionisti sanitari che praticano l’aborto e svolgono servizi connessi all’aborto non siano perseguibili o penalizzati in virtù di strumenti di diritto penale per aver prestato tali servizi». Il testo di Estrela era stato oggetto nei mesi scorsi di numerose critiche da diverse parti politiche. Come sottolinea il quotidiano «Avvenire», il punto più contestato della proposta di risoluzione era appunto il riferimento a un presunto “diritto all’ab orto” che nessuna convenzione riconosce, così come la pesante intromissione in settori politici (la sanità, l’istruzione) che sono invece di esclusiva competenza degli Stati nazionali.© Osservatore Romano - 12 dicembre 2013