Il primo goal è difendere la dignità umana
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BOGOTÁ, 18. «Un flagello che cresce ogni giorno e viola tutti i diritti, un fenomeno globale che non rispetta le persone e tende a intensificarsi negli scenari dei mega eventi», come nel caso dei prossimi campionati mondiali di calcio, in programma dal 12 giugno al 13 luglio in Brasile. Bambini e giovani i soggetti più a rischio di sfruttamento sessuale, «solo una delle modalità della tratta di esseri umani in Colombia e nel mondo». Suor Genoveva Nieto, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, parla della campagna «Gioca per la vita, denuncia la tratta delle persone», promossa per la Quaresima dai vescovi del Brasile e alla quale ha aderito in Colombia la rete «Tamar» che lavora proprio in questo campo e alla quale appartengono le vincenziane. In Colombia l’iniziativa, partita il 12 febbraio, si articola in incontri di informazione e formazione che coinvolgeranno adolescenti, giovani, docenti, religiosi. Il 12 di ogni mese e fino al 12 giugno (giorno d’inizio del mondiale di calcio) si inviteranno responsabili e istituzioni a diffondere i contenuti di un dossier, preparato per l’evento, in tutti i Paesi dell’America latina, con l’obiettivo di rendere cosciente l’opinione pubblica di un problema che non si esaurirà di certo con la fine di Brasile 2014. In Brasile invece la campagna di fraternità promossa dalla Conferenza episcopale prenderà il via il 5 marzo, mercoledì delle Ceneri, con lo slogan «Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi». In calendario una serie di iniziative per far comprendere meglio il fenomeno della tratta e per preparare agenti pastorali in grado di aiutare le comunità impegnate in questa lotta. Il traffico di esseri umani e quello connesso della schiavitù sono una piaga ancora molto diffusa in Brasile. Per contrastare il grave fenomeno, la Commissione episcopale per la carità, la giustizia e la pace ha avviato in autunno un gruppo di lavoro specificamente dedicato a questo problema, con forti implicazioni a livello pastorale. La campagna di fraternità vedrà mobilitata la Chiesa nel suo insieme e si affianca all’iniziativa «Gioca per la vita» prevista per i Mondiali di calcio. Materiale informativo verrà distribuito nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, nei parcheggi, lungo le grandi arterie stradali, nelle stazioni fluviali, nei porti e nelle centrali di partenza e arrivo degli autobus. Un opuscolo fornirà alcune raccomandazioni che, secondo i promotori della campagna, si rivelano di grande importanza per prevenire la tratta di persone nelle sue molteplici forme: diffidare delle offerte di matrimonio proposte da agenzie così come delle offerte di lavoro che promettono rapidi e facili guadagni; non consegnare mai i documenti d’identità personali alla custodia anche momentanea di persone sconosciute o conosciute da poco tempo; tenerne sempre fotocopia autenticata quando si viaggia all’estero o a grandi distanze dalla propria residenza abituale; mantenere contatto costante con almeno un familiare o una persona di fiducia, comunicare agli stessi i propri spostamenti e le informazioni indispensabili per poter essere localizzati. Quello della tratta di esseri umani è naturalmente un tema internazionale. Lo testimonia la conferenza intitolata «Not for sale. Joining forces against trafficking in human beings» (Non in vendita. Unire le forze contro la tratta di esseri umani), che si è svolta ieri e oggi a Vienna nell’ambito della presidenza austriaca del comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, in collaborazione con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). L’evento — si legge in una nota diffusa dal Sir — ha inteso «fare il punto sui progressi nell’attuazione della convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani» ed è stato l’occasione «per uno scambio sulle pratiche e gli strumenti sviluppati sulla base del piano d’azione dell’Osce» nel contrasto al fenomeno. L’incontro è servito per una riflessione su come norme giuridicamente vincolanti, meccanismi di controllo e strategie politiche possano rafforzarsi a vicenda e portare ad azioni efficaci. Quattro i panel: prevenzione, identificazione e protezione delle vittime, azioni giudiziarie, coordinamento. Presenti giuristi, magistrati e rappresentanti istituzionali.© Osservatore Romano - 19 febbraio 2014