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BRUXELLES, 25. Nel Parlamento europeo «la religione non è né una matrice che definisce le preferenze individuali o collettive, né una base sufficiente per mobilitare. Rimane una significativa risorsa simbolica di distinzione per costruire un profilo politico e pubblico e per differenziarsi nella competizione»: questo in sintesi il risultato di un’indagine coordinata da François Foret, direttore di ricerche politiche all’Istituto di Studi europei (Bruxelles) e presentata durante una riunione dell’intergruppo del Parlamento europeo su libertà di religione o credenza e tolleranza religiosa.
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