Come ribellarsi all’antropologia capovolta del gender
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L’incontro, promosso dalla diocesi e da numerose associazioni impegnate sul fronte della bioetica, è stato introdotto dal vescovo Nazareno Marconi: "Perché di certi temi non si deve ragionare, ma vanno accolti come verità indiscutibili? Questo è un fideismo laico che io non accetto". Relatore l’avvocato Gianfranco Amato dei Giuristi per la vita: ha analizzato le contraddizioni del ddl ScalfarottoFrancesca Cipolloni
Quasi duemila persone in una Macerata considerata, troppo spesso, sorniona e distratta sui problemi che interessano la società, sono un evento. E, giornalisticamente parlando, rappresentano un fatto, una notizia. È accaduto venerdì 20 febbraio, quando il cinema Excelsior e la chiesa dell'Immacolata, in cui era stato allestito un maxischermo, letteralmente stipati, quasi non sono bastati a contenere coloro che - credenti e non - hanno assistito all'incontro “Educati da chi?”, promosso dalla diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia e da numerose associazioni impegnate sul fronte della bioetica, e incentrato sulla proposta di legge Scalfarotto contro l'omofobia e sul tema dell'ideologia gender nelle scuole. Ad intervenire sul palco, l'avvocato Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita (una task force di avvocati, filosofi del diritto e magistrati in grado di offrire un contributo concreto in tutte le sedi in cui il diritto alla vita viene interpretato ed applicato), con un curriculum nutrito di studi e incarichi che testimoniano l'autentica volontà di informare, le famiglie in primis, su quello che sta accadendo nelle scuole italiane, nonostante le etichette attribuitegli (da “talebano ignorante” a “troglodita bigotto”) e gli accesi dibattiti con il mondo politico che guarda con favore al ddl, approvato alla Camera il 19 settembre 2013 e ignorato da gran parte dei cittadini italiani.
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