L’etica della produzione
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«Nutri colui che è moribondoper fame
perché se non l’hai nutrito
l’hai ucciso»
di ANGELO BECCIU
La presenza della Sede Apostolica all’Expo attraverso un suo luogo simbolico — e meglio si direbbe attraverso un suo “messaggio” — vuole testimoniare l’impegno a cooperare e la volontà di contribuire, con idee e fatti, agli sforzi volti a garantire l’esistenza umana e a individuare nuove possibilità del sapere e della ricerca. La speranza è che tutto possa favorire una più ampia coesione sociale nel futuro della famiglia umana. Per queste ragioni, senza in alcun modo negare quell’autonomia che resta un valore intrinseco a ogni attività umana (cfr. Gaudium et spes, 34), la Santa Sede crede che si possano aprire orizzonti più ampi con il riferimento, irrinunciabile, alla persona umana e al suo desiderio di migliori condizioni di vita. Nell’espressione «non di solo pane» trovano sintesi quelle condizioni che fanno di ogni essere umano una persona che unisce nella propria esistenza una dimensione spirituale e materiale. Una persona chiamata, come ci ricorda Papa Francesco, non solo a «coltivare e a custodire la terra » (Udienza generale, 5 giugno 2013), ma a preservare e a dare continuità all’ordine della creazione nel quale si inserisce a pieno titolo il tema della nutrizione (cfr. Discorso alla II Conferenza internazionale sulla nutrizione, 20 novembre 2014, 3).