Cattolici ed Italiani: ricordarli cinquant’anni dopo per ritornare noi stessi
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Un dialogo sul Sessantotto e su alcuni di quei protagonisti che, da Italiani e da Cattolici in politica, rimasero “con la schiena dritta” durante la stagione della violenza politica e del terrorismo
di Paul Freeman e Giuseppe Brienza
Come ha scritto Mario Adinolfi nell’Invito alla lettura dell’ultimo libro di Giuseppe Brienza “Cattolici e anni di piombo” (Edizioni Solfanelli, Chieti 2017, pp. 112, €10), «nessuno (o quasi) ricorda più l’ostracismo, l’odio e, spesso, la scia di sangue pagata da tanti Italiani e, fra di essi, molti Cattolici, in questo Paese non secoli fa ma pochi anni fa, a causa del terrorismo» (p. 95).
Si parte da Roberto Ruffilli (1937-1988), storico e politico democristiano, che ha subito per mano terroristica la morte fisica, ai promotori di una delle riviste di cui nel libro si rievocano i contenuti, ovvero “Europa Settanta” (1968-1969), espressione parlamentare e culturale dell’ala “gollista” della DC. Qui i vari Bartolo Ciccardini (1928-2014), Giuseppe Zamberletti, Pierpaolo Saleri e Celso Destefanis (fra gli altri) hanno sfidato l’ostracismo e la “morte morale” e, quindi, anche quella damnatio memoriae alla quale sono stati inevitabilmente destinati. Parliamo subito di loro a partire dal capitolo del libro intitolato Quei “gollisti DC”: Bartolo Ciccardini ed Europa Settanta (pp. 35-53).
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